giovedì 31 ottobre 2013

Semplice crostata vegan di pere e cioccolato




Ricetta a cura di Paola Laura Fabbri
Per la parte esterna:
150 gr. di farina
150 gr. di fecola di patate
100 gr. di zucchero di canna
20 gr. di cacao
170 gr. di burro vegetale freddo
Setacciare la farina con la fecola, lo zucchero e il cacao. Aggiungere il burro, con la punta delle dita intridere il burro con gli ingredienti secchi. Impastare velocemente fino ad ottenere un impasto omogeneo. Far riposare in frigorifero per almeno un’ora. Stendere la pasta ad uno spessore di circa 7 mm. Con la sfoglia ottenuta, foderare uno stampo per crosta da 26 cm. di diametro. Cuocere in forno a 180°C per 25 minuti.
Per la parte interna:
125 gr. di farina

lunedì 28 ottobre 2013

Vegan Pane dei morti










Qualche informazione, prima della ricetta, riguardo le origini dei vari dolci dedicati a questa giornata.
L’abitudine di preparare dei cibi da offrire ai morti, si perde nella notte dei tempi. Secondo la credenza popolare, nella notte tra l’1 e il 2 Novembre le anime dei defunti tornano dall’aldilà, ed il viaggio che li separa dal mondo dei vivi, è  lungo e faticoso, vengono quindi imbandite tavole a cui i propri defunti trovano ristoro, ed anche per renderli benevoli verso i giorni a venire. I dolci simboleggiano i doni che i defunti portano dal cielo e contemporaneamente l’offerta di ristoro dei vivi. Un modo per esorcizzare la paura dell’ignoto e della morte.
La commemorazione dei Santi, agli albori del Cristianesimo si celebrava il 13 maggio, fu spostata al 1 novembre da Papa Gregorio Magno nell’anno 835 d.C. Odilone di Cluny nel 998 decise di commemorare i morti il giorno successivo, ma fu solo nel 1474 che Papa Sisto IV ufficializzò queste date.
In Campania e in Lombardia, era in uso lasciare in cucina un secchio o un vaso d’acqua per dissetare i defunti. In Piemonte si aggiungeva un posto a tavola per i morti che sarebbero arrivati in visita. In Puglia ed in Toscana la tavola veniva apparecchiata appositamente. In Sardegna la tavola dopo cena non veniva sparecchiava per consentire ai defunti di rifocillarsi durante la notte. In Basilicata e Calabria, presso le comunità albanesi, si usava andare al cimitero di sera e lì allestire un banchetto sulla tomba dei propri cari ed invitare tutti i passanti a prendere parte.
Ogni regione italiana ha un suo dolce dei morti, ossa , i pupi di zucchero siciliani, la colva salentina, la piada dei morti romagnola, le fave dei morti. Nell’antichità le fave erano il cibo rituale dedicato ai defunti e venivano servite come piatto principale nei banchetti funebri. Venivano offerte alle Parche, Ade e Proserpina.I Romani le consideravano sacre ai morti,  ritenevano che contenessero le anime. Credenza probabilmente legata ai caratteri botanici della pianta: le sue lunghe radici che affondano in profondità nel terreno; il suo lungo stelo cavo che secondo le credenze popolari faceva da tramite tra i due mondi. Erano soprattutto i suoi fiori bianchi con sfumature violacee e con una caratteristica macchia nera, a ricordare la lettera greca theta, lettera iniziale della parola greca thànatos che significa morte. In seguito con l’avvento del Cristianesimo la tradizione popolare muto’ dal mondo Romano questo uso delle fave. Nel X secolo le fave divennero cibo di precetto nei monasteri durante le veglie di preghiera per la commemorazione dei defunti.
Il pane dei morti
Il pan dei morti  è una dolce molto antico di origine milanese, diffuso in molte regioni del nord Italia, Di questo dolce ne esistono numerose varianti, pare che una volta nelle pasticcerie venissero preparati con gli avanzi sbriciolati di altri. I Greci, offrivano un pane dei morti a Demetra, la Dea delle messi, per assicurarsi un buon raccolto. Si tratta di un biscotto dal piacevole sapore speziato
A casa mia si è sempre mangiato il pane dei morti della ricetta che sto per condividere, risale agli inizi del 1900 ed è la ricetta di un pasticcere amico di famiglia. Veganizzarla non è stato difficile, è bastato sostituire il miele con un’alternativa vegetale.
Ricetta a cura di Paola Laura Fabbri
DA PREPARARE DUE O TRE GIORNI PRIMA
Ingredienti:

domenica 27 ottobre 2013

Semplice torta vegan di pere e cioccolato













Ricetta a cura di Paola Laura Fabbri

Per la parte esterna:
150 gr. di farina
150 gr. di fecola di patate
100 gr. di zucchero di canna
20 gr. di cacao
170 gr. di burro vegetale freddo
Setacciare la farina con la fecola, lo zucchero e il cacao. Aggiungere il burro, con la punta delle dita intridere il burro con gli ingredienti secchi. Impastare velocemente fino ad ottenere un impasto omogeneo. Far riposare in frigorifero per almeno un’ora. Stendere la pasta ad uno spessore di circa 7mm. Con la sfoglia ottenuta, foderare uno stampo per crosta da 26 cm. di diametro. Cuocere in forno a 180°C per 25 minuti.

Per la parte interna:

venerdì 25 ottobre 2013

Vegan BLACK SILK Gothic cupcakes









Gli americani hanno inventato il velluto rosso (red velvet), io la seta nera. Soffice morbida e profumatissima. Sono molto orgogliosa di questa mia creazione
Ricetta a cura di Paola Laura Fabbri
Ingredienti:
175 gr. di farina
175 gr. di fecola di patate
250 gr. di zucchero di canna
75 gr. di burro vegetale
75 gr. di olio evo dal sapore delicato
250 gr. di yogurt di soia al mirtillo
1 cucchiaio di aceto di mele
12 gr. di lievito per dolci
Un pizzico di sale
6 cucchiai o più di colorante per alimenti nero

Per la decorazione:



Pasta di mandorle o pasta di zucchero arancione e nera
Mescolare lo yogurt con l’aceto di mele e il colorante
Setacciare la farina con la fecola e il pizzico di sale e lievito.
Lavorare a crema il burro vegetale con l’olio e lo zucchero. Unire gli ingredienti secchi al composto di burro e zucchero, alternandoli con la miscela colorata di yogurt e aceto di mele. Versare il composto nei pirottini per cupcakes. Cuocere in forno a 170°C per 425-30 minuti o più, dipende dal forno. Controllare la cottura con uno spiedino di legno, deve uscire asciutto. Con l’apposito utensile oppure con un leva torsoli, bucare i cupcakes al centro. Una volta raffreddati riempire la cavità con la crema al formaggio, spalmarne un po anche sulla superficie. Decorare a piacere.
Decorare con pasta di zucchero o pasta di mandorle nera. Io preferisco usare la pasta di mandorle

Per la farcitura:
500 gr. circa di formaggio di yogurt colato (per ottenere 500 grammi occorre un chilo di yogurt).
250 gr. di burro vegetale
200 gr di zucchero a velo
200 gr. di panna da montare vegetale. 
La sera prima mettere lo yogurt in un telo e farlo colare per tutta la notte. Il risultato sarà una crema compatta, tipo Philadelphia. Lavorare il burro con lo zucchero a velo fino ad ottenere un composto omogeneo, aggiungere il “formaggio” ottenuto con lo yogurt. Amalgamare il tutto e passare io composto ottenuto al setaccio (per rendere la crema più fine ed eliminare gli eventuali piccoli grumi rimasti). Montare la panna e con una frusta aggiungerla un po’ alla volta alla crema di formaggio. Se si desidera una crema un po’ più acida ridurre il quantitativo di panna montata.



Vegan Crostata di zucca











A cura di Paola Laura Fabbri
Ingredienti:
Per il guscio di pasta:
150 gr. di farina
150 gr. di fecola di patate o amido di mais o di frumento (frumina o frumetta)
100 gr. di zucchero di canna
25 gr. di cacao
170 gr. di burro vegetale
100 gr. di cioccolato fondente tagliato grossolanamente.
Setacciare la farina con la fecola, lo zucchero e il cacao, unire il cioccolato tritato grossolanamente. Aggiungere il burro freddo. Con la punta delle dita intridere il composto con il burro, impastare velocemente. Far riposare in frigorifero per almeno un’ora. Stendere l’impasto ad uno spessore di 7 mm. circa. Con la sfoglia ottenuta foderare uno stampo per crostata da 24 cm. di diametro. Cuocere il guscio di pasta in forno a 180°Cper 15-20 minuti (dipende dal forno). Appena sfornata, quando è ancora molto calda, strofinare delicatamente due-tre quadratini di cioccolato su tutta la superficie. Far raffreddare.
Per il ripieno:
400 gr. di zucca cotta al forno e ridotta in purea
50 gr. di Disaronno Originale (amaretto di Saronno)
80 gr. di zucchero di canna
200 gr. di panna da montare vegetale. Io uso la Professional Crem (facoltativa)

Mescolare la zucca con lo zucchero e l’amaretto di Saronno fino ad ottenere un composto omogeneo, volendo si può aumentare il quantitativo sia del liquore sia dello zucchero. Montare la panna ed aggiungerla al composto di zucca, se si decide di usare anche la panna. Riempire il guscio di pastafrolla al cioccolato con la crema ottenuta. Decorare a piacere. 

domenica 20 ottobre 2013

Vegan Red Velvet cake-Vegan Red Velvet cupcakes
























Red velvet vegan

Un po’ di storia prima della ricetta
La Red Velvet Cake, torta di velluto rosso è una torta di origine americana la sua particolarità è il bel rosso acceso che contrasta con la crema e la farcitura bianca brillante. Svariate leggende raccontano la nascita di questo dolce. Alcune sostengono che la Red Velvet sia stata preparata per la prima volta verso la fine degli anni ’50 come torta di compleanno dalla moglie di un soldato americano e passata alle mogli degli altri soldati residenti nella stessa base. All’inizio degli anni ’60 la Red Velvet era diffusissima nella cucine delle residenze militari di Northwest, Midwest e South. Ma la torta era nata molto prima.
C’è chi sostiene che la ricetta risalga agli inizi del secolo scorso, negli Stati Uniti, dove veniva servita nel ristorante The Waldorf Astoria Hotel, in realtà non appariva affatto sul menu del ristorante del Waldorf-Astoria, negli anni ’50.
La “definitiva” Red Velvet, come la conosciamo oggi è probabilmente originaria della zona meridionale degli Stati Uniti, ed anche qui esiste una stupenda leggenda. Pare che negli anni ’20 un “Southern baker” particolarmente devoto volesse preparare una torta per rappresentare il contrasto tra il Bene e il Male. Scelse una glassa candida come un giglio e la stese su un cuore rosso intenso come il diavolo, perché fin dal primo taglio si creasse nell’animo di chi la mangiava, un fortissimo impatto emotivo.
Inizialmente il colore rosso era dato dalla reazione chimica tra l’aceto e in parte del latticello, il bicarbonato di sodio e il cacao, oggi viene aggiunto del colorante alimentare rosso, in base alla quantità, si otterranno diverse gradazioni di rosso che variano dal rosso fragola al rosso scuro. Per la colorazione può essere usata anche la barbabietola rossa.
Leggendo le varie ricette, gli ingredienti più usati sono farina, burro, zucchero, latticello, cacao e coloranti alimentari. Come guarnizione la crema di formaggio è la più comune. La presenza del latticello, conferisce un sapore particolare e una consistenza vellutata, mantenendola morbidissima per alcuni giorni, senza di bagne.
La Red Velvet Cake, pur essendo un torta tipica della cucina del Sud degli Stati Uniti,
è uno dei dolci più diffusi in America.
Riguardo le origini di questo dolce, Stella Parks scrisse un interessante articolo il suo articolo completo sull’origine della Red velvet qui (link all’articolo: http://www.gilttaste.com/stories/2290-the-unknown-history-of-red-velvet-cake/)
e la sua ricetta di Red Velvet con il vino rosso (link alla ricetta: http://www.gilttaste.com/stories/2292-the-original-red-wine-velvet-cake-recipe/
Versione vegan
Ricetta a cura di Paola Laura Fabbri
Sul web ci sono moltissime ricette della red velvet, questa è la mia versione. Con la stessa ricetta si ottengono anche dei fantastici cupcakes
Ingredienti:
175 gr. di farina
175 gr. di fecola di patate

sabato 19 ottobre 2013

Vegan biscotti glassati al caffè d'orzo



Ricetta a cura di Paola Laura Fabbri

Per la pasta:
100 gr. di amido di mais o fecola di patate
100 gr di farina
100 gr. di farina di riso
100 gr. di zucchero di canna
180 gr. di burro vegetale molto freddo
40 gr. di orzo  o caffè solubile.
In una ciotola stemperare l’orzo o il caffè con 2-3 cucchiai di acqua bollente.
Setacciare l’amido con le farine, unire lo zucchero,  il burro a pezzetti e l’orzo o il caffè stemperati. Con la punta delle dita intridere la farina con il burro, poi impastare velocemente Far riposare in frigorifero per un’ora. Stendere la pasta ad uno spessore di 5 mm, tagliare i biscotti con la forma desiderata e cuocere in forno a 180°C per 15-20 minuti.

Per la glassa:
150 gr. di zucchero a velo
Due cucchiaini di orzo o caffè solubile
Stemperare l’orzo o il caffè in un cucchiaino di acqua bollente, versarlo sullo zucchero a velo e mescolare. Aggiungere acqua fredda, un cucchiaino alla volta fino ad ottenere una glassa piuttosto densa. Una volta raffreddati, coprire i biscotti con la glassa.