sabato 22 novembre 2014

Vegan Pane e cioccolato (pan brioche)






A cura di Paola Laura Fabbri
Ingredienti
300 gr. di farina manitoba
200 gr. di farina, quella che preferite
250 gr. di bevanda vegetale (latte di soia, riso ecc…)
60 gr. di olio evo dal sapore leggero oppure olio di mais
50 gr. di zucchero di canna integrale, per integrale intendo dulcita o mascobado oppure zucchero, quello che preferite
10 gr. di sale
25 gr. di lievito di birra (un cubetto)
Crema spalmabile al cioccolato, io uso Teo&Bia
Setacciare le farine con lo zucchero, e il sale. Sciogliere il lievito di birra nel latte tiepido. Unire l’olio al mix di farine, zucchero e sale, aggiungere il lievito sciolto nel latte e impastare per almeno 10 minuti. Mettere in una terrina infarinata, coprire con pellicola da cucina e far lievitare per due ore in luogo tiepido temperatura intorno ai 28°C

Dopo due ore l’impasto sarà raddoppiato. A questo punto stenderlo formando un rettangolo, spalmarlo con uno strato di crema al cioccolato e arrotolarlo nel senso della lunghezza. Praticare dei profondi tagli in superficie. Creare un cerchio e posizionarlo in uno stampo a ciambella da 20-22 cm. di diametro precedentemente unto o rivestito di carta da forno.  Coprire con pellicola da cucina e far lievitare in luogo tiepido per un’ora . Preriscaldare il forno o a 180°C e inserire  un pentolino di acqua. cuocere per circa un’ora. Se al superficie dovesse colorirsi troppo coprire lo stampo con un foglio di alluminio per alimenti. 

Vegan Liquore al cioccolato





A cura di Paola Laura Fabbri
Ingredienti •
500 gr. di alcool per alimenti  a 90° •
100 gr. di zucchero •
1 stecca di vaniglia •facoltativa
mezzo litro di acqua •
350 gr di cioccolato extra fondente al 75%
Far macerare nell'alcool il cioccolato fondente frantumato e se si decide di usarla aggiungere la stecca di vaniglia tagliata in verticale, per 7 giorni.
Filtrare. Sciogliere bene lo zucchero con mezzo litro di acqua, e farlo bollire a fuoco basso per 7/8 minuti, togliere dal fuoco e aggiungere il cioccolato che abbiamo tolto dall' alcool. Mescolare fino a completo scioglimento del cioccolato quindi far raffreddare bene. Una volta freddo aggiungere l’alcool in cui avevamo fatto macerare il cioccolato. Travasare in bottiglie sterilizzate e tenere al buio. Sarà pronto dopo un mese.
Variante con panna

venerdì 21 novembre 2014

Vegan Pitta ‘nchiusa o pitta ‘mpigliata





Versione vegan a cura di Paola Laura Fabbri
Questa volta mi perdonino i calabresi
 ….a far la bocca dolce ai commensali penserà la famiglia dello sposo, che a fine pranzo dovrà offrire la pitta ‘mpigliata preparata anzitempo curando che la pitta sia di finezza giusta…
 Così recita un documento del 1728 che sancisce il contratto di matrimonio stipulato tra i coniugi Giaquinta di San Giovanni in Fiore che acconsentirono a dare in sposa la propria figlia al benestante Battista Caligiuro. (http://www.cookaround.com/cucina-regionale/cms/calabria/monografie/pitta-mpigliata)
Fin nell’antichità la“pitta” era un alimento conosciuto. Nell'antico Egitto, per il genetliaco del Faraone, si consumava una schiacciata condita con erbe aromatiche. Erodoto ci ha tramandato delle ricette babilonesi. Archiloco di Paro, poeta e militare del VII secolo a.C., ci informa della sua "focaccia impastata" come l'alimento principale del soldato. “Pitta” che, in greco, significa focaccia, pane, piatto. La Grecia ci tramanda schiacciate e focacce come alimento diffuso e popolare in tutta l'antichità classica. I greci della classicità usavano la  "pitta" come piatto,chiamate anche " mense", su cui  deporre i cibi a  tavola, ma quando la fame era tanta mangiavano anche quelle, cosi come ci descrive Virgilio nell’ Eneide al libro Settimo,
“Altro per avventura allor non v'era di che cibarsi. Onde, finiti i cibi, volser per fame a quei lor deschi i denti, e motteggiando allora: «O - disse Iulo -fino a le mense ancor ne divoriamo?»  mentre  l’ultimo dei padri latini Isidoro di Siviglia, nelle sue Etymologiae, sostiene che il termine "focaccia" derivi dal latino focàcia, femminile di focàcius, con il significato di "cotta al focolare". Altri sostengono che la “pitta” è una ciambella di pane, le cui origini derivano dalla focaccia rituale decorata , picta cioè pittata ,dipinta e  offerta alle divinità dagli antichi popoli italici e romani. Anche se originariamente e comunemente la “pitta”   è una focaccia salata,  successivamente con l’arrivo del pomodoro si tramuta in pizza e la “pitta”  in alcune regioni meridionali  diviene un dolce nuziale, come conferma un contratto di nozze del 1728: “… a far la bocca dolce ai commensali penserà la famiglia dello sposo, che a fine pranzo dovrà affaire la pitta ‘mpigliata preparata anzitempo curando che la pitta sia di finezza giusta”. La“pitta” resiste ancora nella preparazione risultando un’alternativa gastronomica al pane, anche perché si può riempire di ogni cosa che si desidera dopo la cottura, all’incontrario della pizza che va condita prima. Filippo Sgruttendio de Scafato nella sua raccolta di sonetti e canzoni in dialetto napoletano “La Tiorba a Taccone” pubblicata per la prima volta, vivente l'autore, nel 1646, canzona che la tiorba, strumento musicale della famiglia dei liuti, e il taccone,  il plettro, stavano affacciati da na finestrella pe ncantare a mill'arme, Ceccarella “O bella bella de le maiorane, famme la pitta quanno fai lo pane!". (http://www.taccuinistorici.it/ita/news/moderna/dolci/Pitta-o-pitta-mpigliata-o-bigliulata.html)

Ci sono moltissime ricette di questo dolce, questa è la mia versione vegan
Preparare il ripieno due giorni prima, in questo modo
Tritare grossolanamente
200 gr di gherigli di noce tritati
100 gr di pinoli
100 gr. di mandorle tritate
50 gr. di fichi secchi
100 gr di uva passa ammollata in un po’ di moscato almeno per due ore.
Aggiungere

Vegan Chocolate extra strong






A cura di Paola Laura Fabbri
Crostata al cioccolato 85%
Per la pasta frolla
Per la pasta frolla
150 gr. di farina
150 di amido di mais
50 gr. di cacao
100gr. di zucchero di canna
170 gr. di burro vegetale
150 gr. di cioccolato fondente 85% spezzettato grossolanamente
Un pizzico di sale

Mescolare gli ingredienti secchi, unire il cioccolato e il burro vegetale freddo e intridere con la punta delle dita. Impastare velocemente e far riposare almeno un’ora in frigorifero.
Stendere metà della pasta frolla alla spessore di 5mm. Foderare uno stampo per crostata con la frolla, bucherellare e cuocere in bianco (solo la pasta senza farcitura), per 25 minuti. Togliere da forno e far raffreddare

Per la crema
600 gr. di latte di soia al cioccolato o  qualunque latte vegetale,
30 gr. di farina quella che preferite
12 gr. di amido di mais
60 gr. di zucchero di canna oppure succo d'agave o malto
200 gr. di cioccolato fondente 85%

Tritare il cioccolato. Diluire in una ciotola gli ingredienti secchi con 100 grammi di latte, portare ad ebollizione il latte rimanente e versarlo sul composto di farina , amido e zucchero, cuocere a fuoco basso per circa 3-4 minuti mescolando continuamente con una frusta. Togliere dal fuoco e aggiungere il cioccolato grattugiato. Mescolare fino al completo scioglimento del cioccolato. Versare nel guscio di pastafrolla ormai freddo. Aspettare che la crema sia completamente fredda e decorare con scaglie di cioccolato



Vegan Tartufata alla crema di marroni e rum






A cura di Paola Laura Fabbri
Ingredienti per la pasta frolla
150 gr.  di farina, quella che preferite
150 di amido di mais o fecola di patate o amido di frumento
90 gr. di zucchero quello che preferite
180 gr. di burro vegetale (burrolì margarine vegetali, margarina auto prodotta) io uso solo il burrolì da anni, perché non contiene oli schifosi lo usavo anche quando ero vegetariana. Ho provato con la margarina auto prodotta ma il risultato non mi è piaciuto
Setacciare gli ingredienti secchi e con la punta delle dita intriderli con il burro vegetale. Una volta ottenute delle briciole impastare velocemente. Avvolgere il panetto in pellicola per alimenti e far riposare in frigorifero per almeno un'ora. 
Stendere la pasta in una sfoglia delle spessore di 5 mm. e foderare uno stampo per crostata da 22 cm. di diametro, bucherellare la pasta con l’apposito attrezzo o con i rebbi di una forchetta. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 25/30 minuti.
Per il ripieno
350 gr. di crema di marroni
200 gr. di rum
Mescolare il rum alla crema di marroni e riempire il guscio di pasta frolla sfornato e freddo. Decorare con scaglie di cioccolato.
Se si vuole fare la crema di marroni
1 kg. di marroni
100 gr. o più di succo d’agave, secondo il gusto personale
1 stecca di vaniglia.
Lessare i marroni, sbucciarli e schiacciarli con uno schiaccia patate o un passa verdure. Aggiungere i semi di una stecca di vaniglia e il succo d’agave. Con un frullatore ad immersione amalgamare il tutto


lunedì 17 novembre 2014

Vegan Torta invernale alla frutta secca





a cura di Paola Laura Fabbri
E’ più buona dopo un paio di giorni
Credo che abbia 8000 calorie per centimetro cubo :-)
Ingredienti per uno stampo da 22 cm. di diametro
250 gr. di farina, quella che preferite
150 gr. di zucchero di canna integrale, dulcita o mascobado
80 gr. di farina di mandorle
80 gr. di farina di nocciole
20 gr. di cacao
1 bustina di lievito per dolci
100 gr. di cioccolato extrafondente
1 cucchiaio di cannella
1 cucchiaino di zenzero, uno di chiodi di garofano macinato, uno di noce moscata, uno di cardamomo macinato, mezzo di pepe
80 gr. di olio evo
230 gr. di bevanda vegetale (latte di soia, riso ecc…)
50 gr. di mandorle, 50 di noci, 50 di nocciole, 50 di pinoli, il tutto tritati grossolanamente
150 gr. di frutta disidratata fra albicocche, datteri, e prugne

domenica 16 novembre 2014

Purceddhruzzi versione vegan






a cura di Paola Laura Fabbri
E come sempre quando veganizzo un dolce tipico di qualche zona, mi scuso con gli abitanti, SALENTINI PERDONATEMI, tuttavia questi deliziosi dolcetti sono già vegani, basta sostituire il miele.
I purceddhruzzi sono dei tipici dolci natalizi salentini. Si tratta gnocchetti di pasta  fritta cosparsi di miele, pinoli e confettini colorati.
Noti anche col nome purciddhuzzi o purceddhi, Le loro origino sono   molto antiche: già in epoca romana piatti di pasta fritta condita con miele e spezie, si consumavano comunemente.

Ingredienti:

700 gr, di farina, quella che preferite
300 gr. di semola di grano duro
1 cubetto di lievito di birra oppure una bustina di lievito per dolci normale, alcune ricette sono senza lievito
100 gr di zucchero, quello che preferite
100 ml di olio
5 agrumi fra limoni arance e mandarini
75 gr. di alcool a 90° oppure di liquore, strega o anice. In alcune ricette ho trovato invece del liquore, il vino bianco secco
Un chilo di succo d’agave o malto o sciroppo di grano in sostituzione del miele. Qualche cucchiaio di acqua.
Per la decorazione:
mompariglia (confettini colorati) pinoli, mandorle
Preparazione:
Scaldare l’olio, quando incomincia a fumare togliere dal fuoco e aggiungere le scorze  di metà degli agrumi avendo cura di togliere bene tutto l’albedo (la parte bianca) altrimenti diventa amaro. Far raffreddare.