domenica 20 dicembre 2020

Linzer torte vegana

 







Questa crostata austriaca, profumatissima, friabile e deliziosa, originaria della città di Linz da cui prende il nome, vanta origini antiche, risalenti al XVII secolo. La ricetta datata 1696 della Stadt- und Landesbibliothek di Vienna   fu ritenuta la più antica, fino al 2005,  quando Waltraud Faißner,  direttore della biblioteca del Landesmuseum dell’alta Austria e autore del libro Wie mann die Linzer Dortten macht", (Come fare la Linzer Torte) ne scoprì una veronese nel Codex 35/31 nell'archivio di Admont Abbey ancora più antica, risalente al 1653. Riguardo la storia della linzer torte non mancano le leggende. Fra le più famose quella che fa risalire la sua invenzione ad un confettiere viennese di nome Linzer. La torta raggiunse la popolarità grazie al pasticcere Johann Konrad Vogel che nel 1822 incomiciò a lavorare per la vedova (che in seguito divenne sua moglie) di un pasticcere di Linz. Vogel non ne fu l’inventore ma il suo contributo la rese popolare.  Il viaggiatore austriaco Franz Hölzlhuber, intorno al 1850 la portò a Milwakee, rendendola famosa anche in America. Divenuta un classico della tradizione non solo austriaca ma anche Svizzera, Ungherese, Tedesca e Tirolese, viene solitamente mangiata a Natale. Si tratta di una crostata molto bassa  composta da una frolla alle nocciole con aggiunta di cannella e chiodi di garofano, (nella ricetta originale non sono presenti altre spezie) ripiena di confettura di ribes rosso o in alternativa di lamponi, coperta da un reticolato di striscioline di pasta e rifinita con scaglie di mandorle. Vi sono varianti con mandorle invece delle nocciole. La mia preferita è quella con nocciole e confettura di ribes rosso.

Ricetta per la versione vegana

Quando veganizzo un dolce famoso, cerco di attenermi il più possibile alla ricetta originale, limitandomi quando è possibile, solo a sostituire gli ingredienti di origine animali con quelli vegetali.

Ingredienti per uno stampo da 22 cm di diametro

150 gr. di nocciole ridotte in farina

150 gr. di farina, quella che preferite (in Alto Adige aggiungono farina di grano saraceno)

100 gr. di zucchero, quello che preferite

150 gr. di “burro” vegetale (io margarina Vallè) oppure 110 gr. di olio evo dal sapore delicato, di mais o di arachidi fatto raffreddare in freezer per circa un’ora

Zeste di un limone

Un cucchiaino colmo di cannella,

un po’ di chiodi di garofano polverizzati

Per la farcia

Confettura di ribes rosso o in alternativa di lamponi o mirtilli rossi

Mandorle a lamelle per la finitura

In una terrina setacciare la farina, la farina di nocciole, lo zucchero, zeste di limone e spezie. Aggiungere il “burro” vegetale o l’olio e impastare il tutto. Avvolgere l’impasto ottenuto nella pellicola per alimenti e far riposare in frigorifero per almeno un paio d’ore. Io l’ho preparato il giorno prima.

Stendere la pasta ad uno spessore di 5 mm. Foderare uno stampo per crostate basso, da 20/ 22 cm. precedentemente imburrato o rivestito di carta da forno, formando un bordo alto 1 cm. Versare la confettura scelta sulla pasta, livellandola bene. Con la pasta avanzata creare dei cordoncini e intrecciarli sulla superficie della torta. Decorare con le mandorle a lamelle. Cuocere sul ripiano basso del forno statico, preriscaldato a 170°C per 50/60 minuti. Far raffreddare prima di toglierla dallo stampo. Spolverizzare con zucchero a velo. In Austria viene servita anche accompagnata da una pallina di gelato alla vaniglia o un ciuffo di panna montata.

 

 

 

 

 

 

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