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venerdì 6 maggio 2016

Amaretti secchi vegan (tipo di Saronno) con aquafaba






A cura di Paola Laura Fabbri
L’origine degli amaretti è piuttosto confusa c’è chi attribuisce la loro paternità agli Arabi e diffusisi nelle tradizioni della pasticceria Italiana, normanna. Altri ritengono invece che gli amaretti siano un’ invenzione italiana, discordi anche i pareri riguardo la regione  sulla di provenienza;per alcuni furono inventati in  Piemonte, alla metà del XVIII secolo da Francesco Moriondo, cuoco e pasticciere della corte Savoia,  altri sostengono l’origine siciliana di questo biscotto e altri invece quella ligure. Quel che è certo è che sono diffusi in tutta Italia, anche in altri Paesi europei, in particolar modo in Francia fra i più famosi quelli di Montmorillon, di Niort, di Reims, d Amiens e di Nancy
Ingredienti per la versione vegan:
260 gr. di mandorle dolci provviste della loro pellicina.
Qualche goccia di essenza o di olio di mandorla amara
 I miei sono rimasti un po’ più chiari perché ho trovato solo mandorle amare spellate 
130 gr. di zucchero, quello che preferite
5 gr. di bicarbonato di sodio
70 gr. di aquafaba (acqua di cottura dei ceci)
qualche goccia di succo di limone

Tritare fino a ridurle in farina finissima le mandorle con 50 gr. di zucchero.  Montare l’acquafaba aggiungendo qualche goccia di succo di limone e un poco alla volta i restanti 80 grammi di zucchero setacciati con il bicarbonato di sodio. Aggiungere l’aquafaba montata a neve ferma al mix di mandorle e zucchero. Impastare delicatamente fino ad ottenere un composto omogeneo. Inumidire le mani e formare delle palline da 8-10 grammi, posizionarle su una teglia rivestita di carta da forno e farle riposare per 30 minuti. Cospargere con una leggera spolverata di zucchero a velo e cuocere in forno statico preriscaldato a 150°C per 25-30 minuti 

giovedì 15 ottobre 2015

Baci vegan al rum (baci per Irene)






A cura di Paola Laura Fabbri
Ingredienti
250 gr. di nocciole con la loro pellicina
150 gr. di zucchero di canna grezzo, per grezzo intendo quello “vivo” tipo dulcita o mascobado
40 gr. di cacao
150 gr. di burro vegetale (burrolì in vendita su Tibiona, burro di cacao, margarina)
150 gr. di farina, quella che preferite
Per la farcitura
150 gr. cioccolato fondente, io uso quello dal 75 all’85%
50 gr. di panna vegetale
rum
Tritare finemente le nocciole, aggiungere il cacao e lo zucchero e tritare nuovamente. Versare il tutto in una terrina e aggiungere il burro vegetale e la farina. Impastare il tutto, lavorandolo con una spatola se necessario. Versare l’impasto in una sac a poche con bocchetta rigata. formare dei mucchietti su una teglia rivestita di carta da forno. far riposare in frigorifero per tutta la notte. Il giorno seguente cuocere in forno preriscaldato a 160°C per 15 minuti, devono restare morbidi all’interno. Far raffreddare e unire i biscotti a due a due con la farcia al rum.
In un pentolino scaldare la panna, togliere dal fuoco e aggiungere il cioccolato tritato e il rum. Mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo. far raffreddare in frigorifero.


giovedì 25 dicembre 2014

Nutellotto vegano





A cura di Paola Laura Fabbri
L’inventore di questo fantastico dolcetto merita il premio Nobel, l’Oscar, e tutti i premi che ci sono in circolazione. Ho cercato le origini di questo capolavoro che impazza sul web, ma non ho trovato informazioni a riguado. Per la versione vegan mi sono limitata ad eliminare l’uovo. Consiglio la crema spalmabile TEO & BIA, oppure crema spalmabile autoprodotta. Il profumo che esce dal forno durante la cottura è indescrivibile
Ingredienti
180 gr. di Teo&Bia, contiene solo nocciole, zucchero di canna e cacao
150 gr. di farina, quella che preferite
80 gr. di bevanda vegetale io ho usato soia al cioccolato (in sostituzione dell’uovo richiesto dalla ricetta originale)
100 gr. di Teo & Bia per la farcitura
Versare la Teo & Bia in una terrina e mescolarla per ottenere un composto liscio. Aggiungere la farina setacciata e incominciare ad impastare aggiungendo un po’ alla volta il latte vegetale. Formare delle palline da 45 gr. e posizionarle su una teglia rivestita di carta da forno. Con il dietro di un cucchiaio di legno, praticare un foro nel centro ad ogni pallina, servirà per contenere la farcitura. Cuocere in forno ventilato preriscaldato a 170°C per 10 minuti oppure a 150°C per 15 minuti sempre preriscaldato se usiamo il forno statico. Far raffreddare e farcire con altra Teo & Bia
L’IMPORTANTE E’ ESAGERARE diceva Enzo Jannacci, quindi esageriamo: serviamo i nutellotti su un letto di zabaione e qualche grattatina di scaglie di cioccolato
Per la crema spalmabile
http://paradisodeidolcivegan.blogspot.com/2014/10/vegan-crema-spalmabile-alla-nocciola-e.html?m=1
Per lo zabaione:
Ricetta tratta da https://www.veganblog.it/veg-zabaione/ e modificata
Ingredienti:
80 gr. di miglio
1 litro di latte di soia alla vaniglia
70 gr. di zucchero di canna
150 gr. di Marsala o passito di Pantelleria
Mescolare il miglio con lo zucchero, unire il latte di soia alla vaniglia e cuocere a fuoco bassissimo per circa un'ora, mescolando continuamente per evitare che si attacchi sul fondo. A cottura ultimata unire il Marsala e frullare il tutto con un frullatore ad immersione, alla massima velocità. Per ottenere un composto più fine, passare la preparazione attraverso un colino a maglie fitte, ci vuole un po’ di pazienza ma il risultato è decisamente migliore







martedì 2 dicembre 2014

Paste di nocciola.



A cura di Paola Laura Fabbri
Ho tentato un esperimento. con la stessa ricetta e procedimento della pasta di mandorla ho tentato quella alla nocciola. Esperimento riuscito
Ingredienti
500 gr. di farina di nocciole
250 gr. di zucchero, quello che preferite
100 gr. di acqua
scaglie di cioccolato fondente per la decorazione
In una casseruola versare lo zucchero e l’acqua, portare ad ebollizione e cuocere a fuoco basso fino a completo  scioglimento dello zucchero.  Versare la farina di nocciole e cuocere a fuoco basso, mescolando continuamente, fino a che la pasta non si stacca dalle pareti. Togliere dal fuoco, mettere l’impasto in una sac à poche con bocchetta decorata. Formare delle roselline su una teglia rivestita di carta da forno. Decorare con pezzi di cioccolato. Cuocere in forno preriscaldato  a 180°C per 10-12 minuti.



Vegan Paste di mandorla e pasta di mandorle alla rosa (Pasta te mennule o Pasta ti mennuli)


Paste di mandorle alla rosa




Un po’ di storia prima della ricetta
I progenitori del marzapane sembra siano stati in epoca etrusco-romana dei dolcetti di mandorle che erano offerti alle divinità, ma la sua ricetta, realizzata con pasta di mandorle dolci, albume d'uovo e zucchero, risale al XIII-XIV sec. 
Il marzapane dall'arabo "marzaban", era un'unità di capacità in uso a Cipro ed in Armenia quale sottomultiplo del moggio. Come accadde per l'anfora, per la giara o per la botte, l'unità di misura cedette il suo nome al contenitore tarato sulla misura stessa. Questa scatola di legno leggero (tipo quello dei setacci) dotata di un coperchio, venne utilizzata per usi diversi. Per racchiudere la corrispondenza o i documenti importanti (da questo il modo di dire "aprire i marzapani" nel senso si svelare segreti), ma anche per spedire speciali dolci prodotti a Cipro, confezionati con farina, pasta di mandorle ed altri ingredienti. Dato che questi dolci prendevano la forma della scatola ed erano simili a pani, il nome dell'involucro passò al contenuto. A Venezia, grazie alla relativa facilità con la quale era possibile reperire lo zucchero, già nel XIV secolo i pasticceri erano famosi per l'abilità con cui riuscivano a ricavare dal marzapane 
figure e sculture di ogni genere. 
Forse la più antica e famosa preparazione fatta con questa pasta è la Frutta di Martorana, che vide la luce ufficialmente a Palermo, nel convento annesso alla chiesa eretta durante il 1143 da Giorgio d'Antiochia, alto ufficiale del re. Con il marzapane le suore confezionavano per la festa di Ognissanti piccoli dolci, che imitavano in modo sorprendente frutti d'ogni tipo dai colori vivacissimi, ottenuti grazie alla gomma arabica che permetteva di fissare le tinte vegetali derivanti da rose, zafferano, pistacchio ecc. L'impasto veniva chiamato anche "pasta reale" in quanto degno di un re: nella fattispecie il normanno Ruggero II re di Sicilia. 
Nel 1193 ca. la nobildonna Eloisa Martorana fece costruire un monastero benedettino accanto alla chiesa ed al convento, e così in suo onore, sia il complesso edilizio che i dolci preparati dalle monache assunsero il nome "della Martorana". Con il passare del tempo ogni ricorrenza religiosa si guadagnò uno speciale soggetto di marzapane: pecorelle per Natale, cavallucci per Sant'Antonio, agnelli per Pasqua. 
Il successo di questi dolcetti spinse la corporazione dei Confettari a tentare di ottenere il monopolio della loro produzione. Lo scopo venne raggiunto nel 1575 con l'intervento del sinodo diocesano di Mazara del Vallo, che proibì alle religiose la preparazione della Frutta di Martorana perché arrecava troppa distrazione al raccoglimento liturgico. http://www.taccuinistorici.it/ita/news/medioevale/dolci/Dolcetti-di-marzapane-e-frutta-di-Martorana.html.
Fantastico prodotto molto diffuso in  Sicilia, sardegna  e  nel mio amatissimo Salento Pasta te mennule o Pasta ti mennuli in salentino
Ricetta versione vegan a cura di
Paola Laura Fabbri
500 gr. di farina di mandorle

giovedì 9 ottobre 2014

Vegan baci di noci




A cura di Paola Laura Fabbri
200 gr.  di noci
110 gr. di zucchero di canna
160 di burro vegetale
110 gr. di farina
200 gr di cioccolato fondente 85% sciolto a bagnomaria
Alcuni gherigli per la finitura
Ridurre in farina fine le noci. Setacciare la farina con lo zucchero e la farina di noci. Aggiungere il burro vegetale. Impastare velocemente e far riposare in frigo un paio d’ore. Trascorse le due ore prendere l’impasto e formare delle palline da 6-7 gr. farle riposare in frigorifero per almeno due-tre ore, meglio tutta la notte. Cuocere in forno a 160°C per 20 minuti.
Far raffreddare e unire i baci con cioccolato fondente fuso e decorare con un quarto di gheriglio incollato con una goccia di cioccolato



martedì 7 ottobre 2014

Vegan Baci al cacao e baci trigusto




A cura di Paola Laura Fabbri
200 gr. mandorle
110 gr. di zucchero di canna
150 di burro vegetale
110 gr. di farina
40 gr. di cacao
200 gr di cioccolato fondente 85% sciolto a bagnomaria
Ridurre in farina fine le mandorle. Setacciare la farina con il cacao, lo zucchero e la farina di mandorle. Aggiungere il burro vegetale. Impastare velocemente e far riposare in frigo un paio d’ore. Trascorse le due ore prendere l’impasto e formare delle palline da 6-7 gr. farle riposare in frigorifero per almeno due-tre ore., meglio tutta la notte. Cuocere in forno a 160°C per 20 minuti.
Far raffreddare e unire i baci con cioccolato fondente fuso




Baci tri gusto
Mezza sfera al cacao, mezza alla nocciola unite con cioccolato al caffè
Ingredienti:
Per quelli al cacao
200 gr. mandorle
110 gr. di zucchero di canna
150 di burro vegetale
110 gr. di farina
40 gr. di cacao
200 gr di cioccolato fondente 85% sciolto a bagnomaria
Ridurre in farina fine le mandorle. Setacciare la farina con il cacao, lo zucchero e la farina di mandorle. Aggiungere il burro vegetale. Impastare velocemente e far riposare in frigo un paio d’ore. Trascorse le due ore prendere l’impasto e formare delle palline da 6-7 gr. farle riposare in frigorifero per almeno due-tre ore., meglio tutta la notte. Cuocere in forno a 160°C per 20 minuti.
Per quelli alla nocciola:
200 gr. di nocciole
110 gr. di zucchero di canna
130 di burro vegetale
150 gr. di farina
Per il cioccolato al caffè se non lo trovate in commercio
100 gr. di cioccolato fondente
30 gr. di acqua
4 cucchiaini di caffè solubile oppure orzo o yanooh.
Portare l’acqua ad ebollizione, aggiungere il caffè e scioglierlo bene. Mescolare anche il cioccolato tritato e mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo
Procedere come per quelli al cacao. Una volta cotti e raffreddati, unire una mezza sfera al cacao con una alla nocciola con cioccolato al caffè

venerdì 3 ottobre 2014

Canestrelli alla nocciola versione vegan




A cura di Paola Laura Fabbri
I canestrelli sono piccoli biscotti tipici del Piemonte e della Liguria, friabili e interamente ricoperti di zucchero a velo, realizzati con pochi ingredienti, farina, burro zucchero
 a velo e uova. La particolarità di questi frollini è il tuorlo sodo nell’impasto che ovviamente nella versione vegan non ci sarà. Vi sono numerose varianti di questo frollino, la versione piemontese aggiunge farina di nocciole nell’impasto. Il termine canestrello definisce anche delle cialde. 
L'etimologia del nome é incerta. Alcuni lo fanno derivare dalla parola canestro, ossia il cesto di paglia o vimini, nel quale i biscotti venivano posti a raffreddare per poi essere offerti in occasione di feste civili o religiose. Altri ritengono che il termine sia da mettere in relazione con la forma dello stampo in cui i dolcetti si cuocevano.
Degli antenati di questi biscotti molto friabili, dalla caratteristica forma di fiore con buco al centro, sembra fossero già preparati dalla corporazione medievale dei produttori di ostie per essere venduti nei mercati o sui sagrati delle chiese.
In quell'epoca i canestrelli avrebbero anche identificato un simbolo di abbondanza, come si desume dai sette canestrelli a sei punte raffigurati nel Genovino d’oro coniato a metà XIII sec. da parte della Repubblica di Genova.
Una traccia documentale del canestrello risale al 1576, quando un mulattiere venne accoltellato e derubato della merce che trasportava sulla via pubblica della Trebbia (GE): "un cavagno di damasche e canestrelli".
http://www.taccuinistorici.it/ita/news/medioevale/dolci/Canestrelli-simboli-di-abbondanza.html

Ingredienti per circa 30 pezzi:
100 gr. di farina
100 gr di fecola di patate 
50 gr. di amido di mais (per sostituire il tuorlo sodo)
80 gr. di farina di nocciole
70 gr. di zucchero a velo
150 gr, di burro vegetale (burrolì, burro di cacao, margarina, margarina autoprodotta)

Setacciare la farina con la fecola, l’amido di mais . la farina di nocciole e lo zucchero a velo. Aggiungere il burro vegetale e impastare fino ad ottenere un composto omogeneo. Far riposare in frigorifero per almeno tre ore, meglio se tutta la notte. Stendere l’impasto ad un centimetro di altezza. Con l’apposito stampo ritagliare i canestrelli. Cuocere in forno preriscaldato a 160°C per 25 minuti. Devono cuocere ma non colorirsi. Una volta raffreddati cospargere abbondantemente di zucchero a velo misto a farina di nocciole


giovedì 25 settembre 2014

Canestrelli al cacao versione vegan





A cura di Paola Laura Fabbri
I canestrelli sono piccoli biscotti tipici del Piemonte e della Liguria, friabili e interamente ricoperti di zucchero a velo, realizzati con pochi ingredienti, farina, burro zucchero a velo e uova. La particolarità di questi frollini è il tuorlo sodo nell’impasto che ovviamente nella versione vegan non ci sarà. Vi sono numerose varianti di questo frollino, la versione piemontese aggiunge farina di nocciole nell’impasto. Il termine canestrello definisce anche delle cialde.
L'etimologia del nome é incerta. Alcuni lo fanno derivare dalla parola canestro, ossia il cesto di paglia o vimini, nel quale i biscotti venivano posti a raffreddare per poi essere offerti in occasione di feste civili o religiose. Altri ritengono che il termine sia da mettere in relazione con la forma dello stampo in cui i dolcetti si cuocevano.
Degli antenati di questi biscotti molto friabili, dalla caratteristica forma di fiore con buco al centro, sembra fossero già preparati dalla corporazione medievale dei produttori di ostie per essere venduti nei mercati o sui sagrati delle chiese.
In quell'epoca i canestrelli avrebbero anche identificato un simbolo di abbondanza, come si desume dai sette canestrelli a sei punte raffigurati nel Genovino d’oro coniato a metà XIII sec. da parte della Repubblica di Genova.
Una traccia documentale del canestrello risale al 1576, quando un mulattiere venne accoltellato e derubato della merce che trasportava sulla via pubblica della Trebbia (GE): "un cavagno di damasche e canestrelli".
http://www.taccuinistorici.it/ita/news/medioevale/dolci/Canestrelli-simboli-di-abbondanza.html

Ingredienti per circa 30 pezzi:
80 gr. di farina
80 gr di fecola di patate
50 gr. di amido di mais (per sostituire il tuorlo sodo)
70 gr. di zucchero a velo
40 gr. di cacao amaro
170 gr. di burro vegetale (burrolì, burro di cacao, margarina, margarina autoprodotta)
Per la finitura
Due cucchiai di cacao amaro
Un cucchiaino di zucchero a velo. Setacciarli insieme

Setacciare la farina con  la fecola, l’amido di mais il cacao e lo zucchero a velo. Aggiungere il burro vegetale e impastare fino ad ottenere un composto omogeneo. Far riposare in frigorifero per almeno tre ore, meglio se tutta la notte. Stendere l’impasto ad un centimetro di  altezza. Con l’apposito stampo ritagliare i canestrelli. Cuocere in forno preriscaldato a 160°C per 25 minuti. Una volta raffreddati cospargere con il mix di cacao e zucchero a velo



Canestrelli versione vegan





A cura di Paola Laura Fabbri
I canestrelli sono piccoli biscotti tipici del Piemonte e della Liguria, friabili e interamente ricoperti di zucchero a velo, realizzati con pochi ingredienti, farina, burro zucchero a velo e uova. La particolarità di questi frollini è il tuorlo sodo nell’impasto che ovviamente nella versione vegan non ci sarà. Vi sono numerose varianti di questo frollino, la versione piemontese aggiunge farina di nocciole nell’impasto. Il termine canestrello definisce anche delle cialde.
L'etimologia del nome é incerta. Alcuni lo fanno derivare dalla parola canestro, ossia il cesto di paglia o vimini, nel quale i biscotti venivano posti a raffreddare per poi essere offerti in occasione di feste civili o religiose. Altri ritengono che il termine sia da mettere in relazione con la forma dello stampo in cui i dolcetti si cuocevano.
Degli antenati di questi biscotti molto friabili, dalla caratteristica forma di fiore con buco al centro, sembra fossero già preparati dalla corporazione medievale dei produttori di ostie per essere venduti nei mercati o sui sagrati delle chiese.
In quell'epoca i canestrelli avrebbero anche identificato un simbolo di abbondanza, come si desume dai sette canestrelli a sei punte raffigurati nel Genovino d’oro coniato a metà XIII sec. da parte della Repubblica di Genova.
Una traccia documentale del canestrello risale al 1576, quando un mulattiere venne accoltellato e derubato della merce che trasportava sulla via pubblica della Trebbia (GE): "un cavagno di damasche e canestrelli".
http://www.taccuinistorici.it/ita/news/medioevale/dolci/Canestrelli-simboli-di-abbondanza.html

Ingredienti per circa 30 pezzi:
100 gr. di farina
100 gr di fecola di patate
50 gr. di amido di mais (per sostituire il tuorlo sodo)
70 gr. di zucchero a velo
Zeste di un limone (facoltativo)
I semi di mezza bacca di vaniglia
150 gr. di burro vegetale (burrolì, burro di cacao, margarina, margarina autoprodotta)

Setacciare la farina con  la fecola, l’amido di mais, la vaniglia, lo zeste di limone e lo zucchero a velo. Aggiungere il burro vegetale e impastare fino ad 6 un composto omogeneo. Far riposare in frigorifero per almeno tre ore, meglio se tutta la notte. Stendere l’impasto ad un centimetro di  altezza. Con l’apposito stampo ritagliare i canestrelli. Cuocere in forno preriscaldato a 160°C per 25 minuti. Devono cuocere ma non colorirsi. Una volta raffreddati cospargere abbondantemente di zucchero a velo



giovedì 24 luglio 2014

Vegan Micro tartellette chiuse al rum





A cura di Paola Laura Fabbri
Si tratta di tartellette molto piccole, 2 cm. di diametro
Per la pasta frolla
150 gr. di farina
150 di amido di mais
50 gr, di cacao
100 gr di cioccolato extrafondente tritato 
100gr. di zucchero di canna
170 gr. di burro vegetale
Un pizzico di sale
Per il ripieno
200 gr .di biscotti vegan sbriciolati io ho usto i Lotus, speziati tipo speculos
Mezzo bicchiere di rum
Per la finitura
Cioccolato extrafondente
Mescolare gli ingredienti secchi, e il cioccolato tritato,  unire il burro vegetale freddo e intridere con la punta delle dita. Impastare velocemente e far riposare almeno un’ora in frigorifero.
Stendere metà della pasta frolla alla spessore di 5mm. Foderare con la frolla. Gli appositi stampi per mini tartellette, bucherellare e cuocere in bianco (solo la pasta senza farcitura), per 25 minuti. Togliere da forno e far raffreddare.
Preparare il ripieno

Versare il rum sui biscotti sbriciolati lasciar riposare 5 minuti poi mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo. Riempire le micro cartellette con il composto e chiuderle con il cioccolato sciolto a bagno maria

mercoledì 23 luglio 2014

Vegan tartellete coperte Teo & Bia







 A cura di Paola Laura Fabbri

Mignon di pasta frolla ripiene di crema spalmabile al cioccolato e nocciole di Teo & Bia. Il risultato è simili ai famosissimi pasticcini Grisbi di

Ingredienti:
150 gr. di farina
150 di amido di mais
50 gr, di cacao
100 gr di cioccolato extrafondente tritato
100gr. di zucchero di canna
170 gr. di burro vegetale
Un pizzico di sale
Un vasetto di Teo & Bia
in vendita anche al seguente indirizzo
oppure crema spalmabile al cioccolato e nocciola vegan- Ritengo che Teo & Bia sia in assoluto la migliore in commercio
Mescolare gli ingredienti secchi, e il cioccolato tritato,  unire il burro vegetale freddo e intridere con la punta delle dita. Impastare velocemente e far riposare almeno un’ora in frigorifero.
Stendere metà della pasta frolla alla spessore di 5mm. Foderare con la frolla. Gli appositi stampi per cartellette, bucherellare e cuocere in bianco (solo la pasta senza farcitura), per 25 minuti. Togliere da forno e far raffreddare.

 Farcire ogni cartelletta con un cucchiaino abbondante di crema. Stendere l’altra metà di pasta in una sfoglia piuttosto sottile, 3mm. circa e coprire le cartellette. Cuocere nuovamente a 180°C per 15 minuti.

lunedì 19 maggio 2014

Vegan baci di grano arso



A cura di Paola Laura Fabbri

Ingredienti:
150 gr. di farina di mandorle
60 gr. di farina di grano arso
100 gr. di farina
100 gr. di zucchero
170 gr. di burro vegetale, io uso il burrolì
Cioccolato fondente al 75% o quello che preferite
Setacciare gli ingredienti secchi. Intridere gli ingredienti secchi con il burro, impastare fino ad ottenere un composto omogeneo. Formare delle sfere da 6 gr. farle riposare in frigorifero per almeno 4 ore,meglio tutta la notte. Cuocere per 20 minuti in forno pre riscaldato a 160°C

Sciogliere a bagnomaria il cioccolato e unire a due a due le sferette raffreddate con il cioccolato fuso

martedì 3 dicembre 2013

VEGAN ZENZY







Ricetta a cura di Paola Laura Fabbri

Dolce tipico di tradizione anglosassone, l’omino di pan zenzero 
 Le origini degli omini di pan zenzero sono piuttosto misteriose. Secondo una leggenda, il primo esemplare sarebbe apparso alla corte inglese della regina Elisabetta I. Di indole scherzosa, la grande monarca si narra facesse spesso dono ai propri cortigiani di focacce che ne riproducevano le fattezze. Ma se l’apporto della regina inglese alla diffusione del “gingerbread man” è storicamente incerto, sappiamo comunque essere stato proprio il XVI secolo il momento di maggior splendore per questo caratteristico dolce. In quel periodo fu la Germania, e in particolare la città di Norimberga, a costituire il centro della produzione di dolci di pan di zenzero.
Un notevole impulso alla loro diffusione venne nell’Ottocento dalle fiabe dei fratelli Grimm e in particolare da quella di Hansel e Gretel, con la sua famosa casetta di marzapane. Le vetrine di fornai e panettieri iniziarono, infatti, a riempirsi di casette decorate con glassa e foglie d’oro, omini sorridenti e croccanti animali, tutti inseriti all’interno di complesse scenette natalizie. Il business del pan di zenzero divenne talmente importante nella regione, che solo una determinata corporazione di fornai specializzati era autorizzata a dare vita a tali creazioni. Il divieto cadeva soltanto due volte all’anno, in occasione del Natale e della Pasqua.
Con il passare del tempo gli omini di pan di zenzero, da semplici prodotti dolciari, iniziarono ad essere utilizzati anche come decorazioni per l’albero di natale. Dall’Europa la tradizione fu esportata in America, dove una nota rivista per ragazzi, il St. Nicholas Magazine, pubblicata tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, contribuì ad ampliare notevolmente il mito dell’omino di pan zenzero, grazie ad una semplice storiella a puntate indirizzata ai bambini. Si trattava di una sorta di filastrocca, caratterizzata da versi in rima e da strofe in continua ripetizione, che narrava della frenetica fuga di un omino di pan di zenzero dalle fauci di una serie di affamati individui che lo inseguivano.
Ancora oggi il profumo di pan zenzero riempie molte case durante i giorni che precedono il Natale. Se, però, non ve la cavate molto bene in cucina e quindi non siete in grado di preparare la ricetta degli omini di pan zenzero, potete comunque divertirvi a decorare virtualmente il simpatico biscotto antropomorfo sul sito www.gioco.it, dove troverete un gioco in flash che vi permetterà di rifargli il look. Potrete aggiungere occhi e labbra, guarnirlo con glasse di vari colori, caramelle, confetti e dolciumi vari. Un modo divertente per entrare ancora più in confidenza con il tenero Zenzy, soprattutto per i bambini amanti dei cartoni animati, che potranno stampare le proprie creazioni ed appenderle in cameretta durante il periodo natalizio.
Informazioni tratte da Guida sul Natale di Francesca Mastrorizzi
RICETTA
Ingredienti:

mercoledì 6 novembre 2013

Pasta frolla montata vegan







Ricetta a cura di Paola Laura Fabbri
Ingredienti:
150 gr. di farina
150 gr. fecola di patate
100 gr. di zucchero di canna a velo
210 gr. di burro vegetale a temperatura ambiente
Aromi a piacere,. vaniglia, cannella, zest di limone ecc…
Per la finitura
Confetture, marmellate o composte varie, cioccolato fondente
Montare il burro con lo zucchero a velo, lavoralo fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso. Aggiungere la farina setacciata con la fecola e l’aroma scelto. Amalgamare il tutto. Mettere l’impasto in una sac a poche o in una siringa spara biscotti con beccuccio rigato. Sulla teglia rivestita di carta da forno, creare le forme desiderate. Farcire al centro con un po’ di confettura. Far riposare in frigorifero per almeno due ore. Cuocere in forno a 180°C per 15 minuti. Far raffreddare. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e intingere i pasticcini (quelli senza confettura). Decorare a piacere.