giovedì 25 giugno 2020

Torta di grano saraceno vegana, Shwarzplententorte, Buchweizentorte






Dolce tipico del Trentino Alto Adige. Di antiche origini. La ricetta compare in un manoscritto trentino del XVI-XVII secolo, di  Mastro Antonio intitolato “De cucuina”, riportata da Aldo Bertoluzza nel suo De Coquina cucina dei vescovi principi, cucina del popolo nel principato di Trento, Ed. U.C.T. Trento, 1988.
Si tratta di una torta deliziosa, soffice, profumatissima, senza glutine; la mela grattugiata aggiunta all’impasto  nell’impasto la rende umida.
Per la versione vegan mi sono ispirata alla ricetta originale di Chiarapassion, limitandomi a sostituire gli ingredienti di origine animale con quelli vegetali.
Ingredienti per uno stampo da 20 cm. di diametro
150 gr. di farina di grano saraceno
150 gr. di nocciole ridotte in farina
150 gr. di zucchero, quello che preferite
150 gr. di burro vegetale (io ho usato Vallè)
Mezza bustina di lievito per dolci vegan (io uso quello di finestra sul cielo)
Zeste di un limone
Una mela grattugiata
Un pizzico di sale
150 gr. di aquafaba
15 gr. di amido di mais
Confettura di mirtilli rossi, ribes o lamponi
Zucchero a velo per la decorazione finale.
In un pentolino portare ad ebollizione l’aquafaba, far sobbollire fino a ridurla della metà del peso iniziale (74 grammi). Togliere dal fuoco e far raffreddare, possibilmente in frigorifero.
Procedimento
prelevare 75 gr. di zucchero dal peso totale e setacciarlo con l’amido di mais
Iniziare a montare l’aquafaba, quando avrà raggiunto una consistenza solida, aggiungere il mix di zucchero e amido di mais, continuare a montare a neve molto soda, non deve cadere dalle fruste
In una terrina montare il burro vegetale con i 75 gr. di zucchero rimasti, fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso. Aggiungere la farina di grano saraceno, quella di nocciole, il pizzico di sale, la mela grattugiata e lo zeste di limone. Mescolare fino ad ottenere un composto omogeno. A questo punto aggiungere delicatamente l’aquafaba, mescolare fino ad ottenere un composto ben amalgamato. Versare l’impasto in uno stampo da 20 cm. di diametro imburrato o rivestito di carta da forno. Cuocere in forno statico preriscaldato a 170°C per 40-45 minuti (verificare la cottura con la prova stecchino)
Sfornare e far raffreddare. Una volta raffreddata tagliare la torta a metà e farcire con la confettura. Decorare con zucchero a velo





giovedì 18 giugno 2020

Baklava vegano






Baklawa vegan
A cura di Paola Laura Fabbri
Dolce mediorientale dalle origini millenarie, diffuso anche nella tradizione culinaria balcanica. Per ulteriori informazioni riguardanti le sue origini https://www.lacucinaitaliana.it/news/cucina/baklava-storia-e-ricetta/
E’ una ricetta talmente semplice che ho quasi vergogna a pubblicarla. Si tratta di deliziosi pasticcini di pasta fillo che racchiudono un ripieno di frutta secca e spezie,“affogati” in uno sciroppo di zucchero. Personalmente preferisco la versione monogusto, ossia pistacchio e sciroppo di acqua di fiori d’arancio oppure mandorla e sciroppo di rose.
Ingredienti:
E’ preferibile prepararlo il giorno prima.
300 gr. di pasta fillo (reperibile nei supermercati ben forniti nel banco frigo o nei negozi etnici) deve essere assolutamente pasta fillo e non può venire sostituita con pasta sfoglia, sono due cose totalmente diverse https://www.lacucinaitaliana.it/news/in-primo-piano/pasta-fillo-che-cosa-e/
400 gr. di pistacchi oppure di mandorle
1 cucchiaino di cardamomo macinato (facoltativo, io lo uso per la versione al pistacchio)
200 gr. di burro vegetale (burro di cacao, margarine varie, io uso Vallè)
Per lo sciroppo
250 gr. di zucchero di canna, oppure 250 gr. di succo di agave
150 ml di acqua, 
1 cucchiaio di succo di limone, 
2 cucchiai  di acqua di fiori d'arancio  oppure di acqua di rose ad uso alimentare, questa versione la uso per quelli alla mandorla

Prima di tutto preparare lo sciroppo di zucchero. Portare lentamente ad ebollizione l'acqua con lo zucchero o il succo di agave e il succo di limone, poi lasciarlo cuocere a fiamma bassa fino a quando sarà abbastanza denso da velare il cucchiaio. Aggiungere l'acqua di fiori d’arancio o quella di rose, dopo due minuti togliere dal fuoco, lasciar raffreddare e mettere in frigorifero. Riguardo l’acqua di fiori d’arancio sconsiglio le fialette sintetiche tipo rebecchi ecc…Io uso questa, è strepitosa https://www.lavecchiadistilleria.it/?fbclid=IwAR2JJQ1wNEwVlV8gxIsI31BjzugYTgqfZ-_RuWKiBuN6hq1k8aFZaviNT_c
Sciogliere il burro vegetale e lasciarlo raffreddare
Tritare i pistacchi o le mandorle per il ripieno e aggiungere il cardamomo qualora si decidesse di usarlo
Contare i fogli di pasta e dividere a metà, (solitamente i rotoli sono composti da 13 o 14 fogli) dovrebbero risultare 6/7 fogli
Spennellare il fondo di una teglia a bordi alti con il burro, posizionare un foglio di pasta fillo e spennellarlo con il burro fuso, mettere un altro foglio e spennellarlo con il burro fuso, continuare così fino ad avere uno strato di 6/7 fogli, versare il ripieno e coprire con i fogli rimasti imburrati uno ad uno. Immergere in acqua bollente un coltello a lama lunga, liscia molto affilato e tagliare la pasta a losanghe, avendo cura di arrivare bene sul fondo della teglia. Cuocere in forno statico preriscaldato a 170°C per 30 minuti,  la superficie del dolce deve risultare dorata. Sfornare il dolce e versare subito lo sciroppo ben freddo da frigorifero, assicurandosi che penetri bene nei tagli creati prima della cottura. E’ importante che venga versato sul baklava appena sfornato perché venga ben assorbito. Far raffreddare. Una volta raffreddat coprire con carta da forno e far riposare alcune ore, meglio tutta la notte.
Il baklava va servito a temperatura ambiente, non da frigo.
Conservazione
Si conserva tranquillamente per 5/6 giorni a temperatura ambiente (21°C) coperto con carta da forno e da un panno in modo che non si secchi, oppure in luogo fresco ma NON in frigo