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lunedì 11 giugno 2018

Cantucci toscani vegan







Versione vegan di questi famosissimi biscotti di antiche origini, prodotto fin dal XVI secolo e presente sulla tavola della corte di Caterina de’Medici. All’epoca di Caterina le mandorle non era ancora presenti. Nel 1691 il dizionario dell’accademia della Crusca diede la seguente definizione “biscotto a fette, di fior di farina, con zucchero e chiara d’uovo” le mandorle vennero aggiunte all’impasto solo tre secoli dopo grazie ad Antonio Mattei, un pasticcere di Prato che perfezionò la ricetta aggiungendole all’impasto. Per questo biscotto, nel 1867 ricevette un riconoscimento speciale all’esposizione universale di Parigi. La prima ricetta documentata è un manoscritto del XVIII secolo di Amadio Baldanzi, conservato nell'archivio di Stato di Prato, del XVIII secolo, nel documento vengono nominati come biscotti alla genovese.
In Umbria e nel Lazio vengono chiamati tozzetti, ma hanno le nocciole invece delle mandorle.  La differenza è che i cantucci sono “codificati”, cioè sono a base di mandorle, sono secchi e si intingono nel Vin Santo, mentre i tozzetti si adattano a modifiche degli ingredienti, è possibile realizzarli con, pistacchi, cioccolato, canditi. esistono versioni secche come i cantucci o più morbide. Cantuccini e tozzetti sono diffusi in tutta Italia.
Ingredienti per la versione vegan:
250 gr. di farina, io ho usato quella di Tritordeum
125 gr. di zucchero, quello che preferite
50 gr. di olio evo
50 gr. di acqua
4 gr. di ammoniaca per dolci (NON è tossica) sciolta nei 50 gr. di acqua oppure 5 gr. di lievito per dolci vegan
110 gr. di mandorle con la pellicina
Sulla spianatoia versare la farina setacciata con lo zucchero e il lievito (se si decide di usarlo invece dell’ammoniaca), al cento versare l’olio e l’acqua o la miscela di acqua e ammoniaca. Impastare il tutto, poi aggiungere le mandorle.
Formare dei filoncini da 3 cm, di diametro. Metterli su una teglia rivestita di carta da forno. Cuocere in forno statico preriscaldato a180°C per 20/25 minuti. A cottura ultimata sfornare e far intiepidire. Quando saranno quasi freddi tagliarli in diagonale. Mettere nuovamente i cantucci in forno a 160°C per 15/20 minuti.


sabato 9 giugno 2018

Anicini vegani




A cura di Paola Laura Fabbri
Su richiesta di Ivana Magò, ho provato a vegana e la ricetta che mi ha inviato.
Ingredienti:
320 gr di farina io ho usato tritordeum
40 gr. di amido di mais
40 gr di farina
300 di zucchero, quello che preferite
40 gr. (Quattro cucchiai) di semi di anice, qui le dosi sono secondo il proprio gusto
8 gr di ammoniaca per dolci (il carbonato di ammonio NON è tossico), oppure mezza bustina di lievito per dolci vegani
100 gr. di olio di mais
60 gr. di acqua a temperatura ambiente
2 cucchiai di liquore all'anice, anisetta, sambuca ecc...io avevo in casa solo l'ouzo greco e ho usato quello.
Polverizzare i semi di anice. Sciogliere l'ammoniaca nei 60 grammi di acqua (se si decide di usare l'ammoniaca). In una terrina versare tutti gli ingredienti secchi, aggiungere l'olio e la miscela di acqua e ammoniaca, se invece si sceglie l'opzione lievito, unirlo agli ingredienti secchi, in questo caso unire comunque l'acqua. Impastare il tutto e formare un "salsicciotto". Cuocere in forno statico preriscaldato a180 gradi per 20/25 minuti. Togliere dal forno, lasciare intiepidire e tagliare a trancetti il salsicciotto. Rimettere i biscotti in forno a 150 gradi per 20 minuti circa

lunedì 14 maggio 2018

Melting moments vegani






A cura di Paola Laura Fabbri
I Melting moments sono dei piccoli e deliziosi pasticcini, molto friabili che si sciogono in bocca. Riguardo la loro origine ci sono diverse teorie,sembra che siano stati inventati da Rachel Allen, chef irlandese di Dublino, altri sostengono che siano biscotti tipici da tè australiani che venivano consumati durante in Natale
Facilmente veganizzabili in quanto è sufficiente sostituire il burro con un burro vegetale. La ricetta originale prevede una farcitura di crema al burro e confettura di lamponi. Visto il quantitativo notevole di burro presente nell’impasto ho preferito scegliere una crema al “formaggio”, come quella che si usa per la farcitura dell red velvete; non amando la confettura di lamponi (li adoro freschi ma trattati no) ho scelto una composta di fragole e una marmellata di melangole (arance amare)
Ingredienti per circa 25 pasticcini
180 gr. di farina, io uso quella di Tritordeum
100 gr. di amido di mais
50 gr. di zucchero a velo, quello che preferite
4 gr. di lievito per dolci, io uso quello di finestra sul cielo
200 gr. di burro vegetale (ho usato la margarina Vallè senza olio di palma e grassi idrogenati)
Per la farcitura
marmellate e confetture a piacere
crema di “formaggio”
Un cucchiaino di estratto di vaniglia oppure i semi contenuti in una stecca. Sconsiglio le fialette di aroma sintetico tipo Cameo ecc…
In una terrina lavorare a crema con una frusta il burro vegetale con lo zucchero a velo, fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso, unire anche la vaniglia. Setacciare gli ingredienti secchi e aggiungerli alla crema di burro e zucchero, mescolare il tutto fino finché avremo ottenuto un impasto omogeneo. formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola per alimenti e farlo riposare in frigorifero per un’ora.
Formare delle palline da 10 grammi l’una, metterle su una teglia rivestita con carta da forno. Schiacciare leggermente le palline con i rebbi di una forchetta inumidita. Cuocere in forno statico preriscaldato a 160°C per 15720 minuti.
Sfornare e far raffreddare. Mettere un po’ di crema di formaggio su i lati piatti del biscotto, aggiungere un po’ di marmellata, chiudere con l’altro biscotto. Si conservano, quelli farciti per tre giorni in un contenitore a chiusura ermetica (in frigorifero), quelli naturali per due settimane, fuori frigo ma sempre in un contenitore a chiusura ermetica, meglio se di vetro o di metallo
Per la crema al formaggio:

250 gr. circa di formaggio di yogurt colato (per ottenere 250 grammi occorre mezzo chilo di yogurt).

50 gr di zucchero a velo

50 gr. di panna da montare vegetale, Professional Crem, Idee di soia
sale
La sera prima mettere lo yogurt in un telo e farlo colare per tutta la notte. Il risultato sarà una crema compatta, tipo Philadelphia aggiungere il sale.  Lavorare la crema di yogurt con lo zucchero a velo fino ad ottenere un composto omogeneo. Amalgamare il tutto e passare al setaccio (per rendere la crema più fine ed eliminare gli eventuali piccoli grumi rimasti). Montare la panna e con una frusta aggiungerla un po’ alla volta alla crema di formaggio. Se si desidera una crema un po’ più acida ridurre il quantitativo di panna montata.


mercoledì 9 maggio 2018

Biscotti tipo BISCOTTO DI NOVARA versione vegan






A cura di Paola Laura Fabbri
Biscotto di antiche origini. Pare che sia nato intorno alla metà del XVI secolo nei monasteri, numerosi prima del passaggio di Napoleone Bonaparte. All’epoca e fino alla prima guerra mondiale, era usanza, da parte del clero della Cattedrale, della Basilica Gaudenziana e dei parroci , offrire ai poveri il pane di Polla (pane di frumento), in seguito questo dolce fu chiamato “biscottino delle monache di Novara”. Con l’editto emanato da Napoleone nel 1800 che ordinò la chiusura dei monasteri, le monache dovettero cambiare il loro modo di vivere, alcune trovarono ospitalità presso famiglie novaresi facoltose. In questo contesto divulgarono le loro ricette, e la preparazione del delizioso biscottino non fu più un segreto. Fu così che venne messo in commercio con il nome di “Biscottino di Novara del Prina” il nome del farmacista che per primo incominciò a venderlo nella sua bottega. Malgrado le origini religiose, divenne ben presto il simbolo del carnevale novarese, la maschera della città è infatti il “Re biscottino” I migliori in assoluto sono quelli prodotti dalla famiglia Camporelli, che dal 1852 realizza con grande maestria i biscotti di Novara http://www.camporelli1852.it. Contengono solo tre ingredienti, uova, fior di farina e zucchero e dopo una veloce cottura su carta e una successiva essicazione, si ottengono questi leggeri, delicati e friabili biscottini. Nel 1948 Mario Pavesi, fondatore dell’omonima azienda, mise in commercio il Pavesino, secondo me una discutibile imitazione del biscotto di Novara
La versione vegan ovviamente dovendo sopperire alla mancanza delle uova, contiene alcuni ingredienti in più. In realtà stavo cercando di fare un’altra cosa ma all’assaggio mi sono resa conto che il risultato era molto simile al biscotto di Novara. Anche la prova inzuppo brillantemente superata, non si spappolano ma si inzuppano bene
Ingredienti:
100 gr. di farina, ho usato quella di Tritordeum
100 gr. di fecola di patate
20 gr. di amido di mais
40 gr. di amido di frumento (frumina)
70 gr. di olio di mais
70 gr. di zucchero, quello che preferite
6 gr. di ammoniaca per dolci ( non è tossica http://www.alimentipedia.it/ammoniaca-per-dolci.html)
110 gr. di acqua a temperatura ambiente
Per la glassatura
30 gr. di zucchero di canna fine (ho usato zefiro di canna)
20 gr. di zucchero a velo di canna
Setacciare gli ingredienti secchi. Sciogliere l’ammoniaca nei 110 grammi di acqua . la miscela sugli ingredienti secchi, aggiungere l’olio e mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo. Rivestire una teglia con carta da forno. Mettere l’impasto ottenuto in una sac a poche. Formare sulla teglia dei bastoncini sottili lunghi 7/8 cm. in una ciotola mescolare lo zucchero e lo zucchero a velo poi cospargere i biscotti usando un colino a maglie fitte. attendere 10 minuti e ripetere l’operazione; cuocere in forno preriscaldato a 175°C per 20/25 minuti.


lunedì 9 aprile 2018

Zabaione con “savoiardo” vegan




A cura di Paola Laura Fabbri
Ingredienti:
Per lo zabaione
ricetta tratta da https://www.veganblog.it/veg-zabaione/  e modificata

80 gr. di miglio
1 litro di latte di soia alla vaniglia
70 gr. di zucchero di canna
150 gr. di Marsala 
Mescolare il miglio con lo zucchero, unire il latte di soia alla vaniglia e cuocere a fuoco bassissimo per circa un'ora, mescolando continuamente per evitare che si attacchi sul fondo. A cottura ultimata unire il Marsala e frullare il tutto con un frullatore ad immersione, alla massima velocità. Per ottenere un composto più fine, passare la preparazione attraverso un colino a maglie fitte, ci vuole un po’ di pazienza ma il risultato è decisamente migliore. Prima di servire, intiepidire il composto a bagnomaria e frullare con il frullatore ad immersione, così otterremo una spumosità simile a quella dello zabaione classico

Per i biscotti tipo savoiardi
La versione vegana ovviamente non contiene uova pertanto dobbiamo dimenticare la consistenza del savoiardo classico. 
Ingredienti:
130 gr. di farina, quella che preferite
130 gr. di fecola di patate
70 gr. di zucchero
70 gr. di olio di mais 
110 gr. di acqua tiepida
i semi contenuti in una stecca di vaniglia
5 gr. di ammoniaca per dolci (non è tossica) http://www.alimentipedia.it/ammoniaca-per-dolci.html
Per la finitura
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di zucchero a velo

Setacciare la farina con la fecola, la vaniglia e lo zucchero. Sciogliere l’ammoniaca per dolci nei 110 gr. di acqua. aggiungere al mix di farine e zucchero la miscela di acqua e ammoniaca e l’olio. Mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo. Rivestire una teglia con carta da forno. . Mettere l’impasto in una sac a poche con bocchetta liscia e formare dei bastoncini lunghi circa 8 cm. ben distanziati. Setacciare lo zucchero con lo zucchero a velo e spolverare i biscotti, attendere qualche minuti, 5/7 e ripetere l’operazione. Cuocere in forno statico preriscaldato a 170°C per 20/25 minuti.
Storia
Savoiardi
Biscotto di antiche origini. Pare siano stati creati nel 1348 dal cuoco di casa Savoia, per un pranzo in onore della visita di Carlo di Lussemburgo, ospite di Margherita, madre e reggente per conto di Amedeo VI, a cui venne servito il Gateaux de Savoie, una gigantesca torta che secondo alcuni rappresentava il castello di Chambéry e secondo altri rappresentava addirittura tutta la contea di Savoia inclusi laghi e montagne. La pasta del Gateaux de Savoie oggi conosciuta come pasta savoiarda, assieme ai baicoli veneziano, sono tutt’oggi i più antichi biscotti italiani. Per la loro leggerezza e friabilità sono chiamati anche Biscotin del canarin. Di origine piemontese questo soave biscotto arrivò anche nelle zone di influenza dei Savoia, in Francia e in Sardegna e in Sicilia, con alcune varianti. Il biscotto originale è composto da farina, fecola , uova montate e vaniglia. Le bollicine dell’albume montato a neve, durante la cottura si dilatano e permettono ai biscotti di gonfiarsi, conferendo la tipica consistenza spumosa. 
Zabaione
Lo zabaione è una preparazione che vanta parecchi secoli di storia. Tuttavia vi sono fonti discordanti riguardo alle sue origini ed al suo nome.
Una di queste tradizioni racconta che sia stato "inventato" nel 1500 vicino a Reggio Emilia per una casualità. Si narra che il capitano di ventura Emiliano Giovanni Baglioni arrivò alle porte della città e si accampò. A corto di viveri mandò, com'era uso a quel tempo, alcuni soldati a razziare i campi dei contadini della zona. Il raccolto, però, fruttò ben poco e il Capitano Baglioni si ritrovò con uova, zucchero, qualche fiasca di vino e delle erbe aromatiche. In mancanza d'altro fece mescolare il tutto e lo diede ai soldati al posto della solita zuppa e questi ne furono entusiasti. L'uso popolare chiamava Giovanni Baglione 'Zvàn Bajòun' e la crema ne prese il nome diventando prima 'Zambajoun', poi Zabajone e infine Zabaglione.
Un'altra tradizione, almeno altrettanto affermata, sostiene che questo preparato sia stato inventato, sempre nel XVI secolo, a Torino e chiamata crema di San Baylon e quindi semplicementeSambayon (tutt'ora in piemontese lo zabaione si chiama sanbajon) per ricordare il francescano Pasquale Baylón, santo protettore dei cuochi.
Ma le più antiche fonti certe sullo zabaione arrivano da Mantova. È mantovana infatti, la più antica ricetta conosciuta, e si deve ad un cuoco di corte della famiglia Gonzaga. Eccola: "Per far un zambalione: Si pigliarà ova fresche sei, zuccaro fino in polvere libra una e meza, vino bianco oncie sei, il tutto si sbatterà insieme, e poi si pigliarà un tegame di pietra vitriato a portione della detta composizione, si mettarà due once di butiro a disfar nel tegame, quando sarà disfato si butterà la composizione dandogli fuoco sotto e sopra. Se si vorrà mettere nella composizione cannella pista se ne mettarà un quarto, se si vorrà ammuschiar conforme il gusto, avertendo però alla cottura che non si intostisca troppo. Puoi fare ancora il zambalione in questa maniera: pigliarai oncie due di pistacchi mondi, pellati e poi pistati nel mortaio e stemprali con il vino, che va fatto il zambalione, e questo zambalione serve assai per i cacciatori, perché alla mattina, avanti vadino alla caccia, pigliano questo; se per sorte perdessero il bagaglio possano star così sino alla sera; se può fare con il latte di pignoli, come di sopra, e per convalescenti, che non possono pigliar forza, si fa col seme di melone." [senza fonte]
A Venezia si narra[senza fonte] che nel XVII secolo si consumasse una crema di queste caratteristiche proveniente dalle coste della Dalmazia, chiamate in dialetto Zabaja e che da queste derivi il nome.
È tuttavia probabile che queste tradizioni siano almeno in parte romanzate e che, considerando la diffusione degli ingredienti e la loro semplice reperibilità, una crema simile allo zabaione fosse nota e diffusa in tempi ben più remoti: per esempio nel 1533 un dolce simile allo zabaione era servito, in forma ghiacciata, alla corte di Caterina de' Medici ed è probabile un'ascendenza ancora più antica.
La prima ricetta italiana in cui si nomina lo zabaione, chiamato  zabaglon è posta in chiusura del codice Buhler 19 (Ms. Bhuler 19, New York Pierpont Morgan Library), ricettario compilato alla fine del Quattrocento da un anonimo cuoco meridionale, forse napoletano. Questa semplice preparazione non compare nei testi coevi  francesi o spagnoli, a cui talvolta si ispira la nostra cucina di quegli anni. E' sconosciuta altresì ai manoscritti culinari trecenteschi. Con Bartolomeo Scappi alla metà del '500 lo zabaione trova la sua consacrazione ufficiale (Bartolomeo Scappi, Opera, Tramezzino Venezia 1570 libro II cap. CLXIII). Da Appunti di Gastronomia N. 13



lunedì 2 aprile 2018

Biscotti tipo savoiardi piemontesi vegan





A cura di Paola Laura Fabbri
Biscotto di antiche origini. Pare siano stati creati nel 1348 dal cuoco di casa Savoia, per un pranzo in onore della visita di Carlo di Lussemburgo, ospite di Margherita, madre e reggente per conto di Amedeo VI, a cui venne servito il Gateaux de Savoie, una gigantesca torta  che secondo alcuni rappresentava il castello di Chambéry e secondo altri rappresentava addirittura tutta la contea di Savoia inclusi laghi e montagne. La pasta del Gateaux de Savoie oggi conosciuta come pasta savoiarda, assieme ai baicoli veneziano, sono tutt’oggi i più antichi biscotti italiani. Per la loro leggerezza e friabilità sono chiamati anche Biscotin del canarin. Di origine piemontese questo soave biscotto arrivò anche nelle zone di influenza dei Savoia, in Francia e in Sardegna e in Sicilia, con alcune varianti. Il biscotto originale è composto da farina, fecola , uova montate e vaniglia. Le bollicine dell’albume montato a neve, durante la cottura si dilatano e permettono ai biscotti di gonfiarsi, conferendo la tipica consistenza spumosa.
La versione vegana ovviamente non contiene uova pertanto dobbiamo dimenticare la consistenza del savoiardo classico.
Ingredienti:
130 gr. di farina, quella che preferite
130 gr. di fecola di patate
70 gr. di zucchero
70 gr. di olio di mais
110 gr. di acqua tiepida
i semi contenuti in una stecca di vaniglia
5 gr. di ammoniaca per dolci (non è tossica) http://www.alimentipedia.it/ammoniaca-per-dolci.html
Per la finitura
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di zucchero a velo

Setacciare la farina con la fecola, la vaniglia e lo zucchero. Sciogliere l’ammoniaca per dolci nei 110 gr. di acqua. aggiungere al mix di farine e zucchero la miscela di acqua e ammoniaca e l’olio. Mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo. Rivestire una teglia con carta da forno. . Mettere l’impasto in una sac a poche con bocchetta liscia e formare dei bastoncini lunghi circa 8 cm. ben distanziati.  Setacciare lo zucchero con lo zucchero a velo e spolverare i biscotti, attendere qualche minuti, 5/7 e ripetere l’operazione. Cuocere in forno statico preriscaldato a 170°C per 20/25 minuti.

martedì 6 settembre 2016

Dentelles vegan de Bruges





A cura di Paola Laura Fabbri
Bruges è una delle più belle città del mondo, ricca di storia e d’arte, pregiati i  merletti (dentelles), tuttavia i dentelles non sono solo pizzi, sono anche delle deliziose cialde dolci, molto croccanti il cui aspetto ricorda quello dei pizzi. E’ un biscotto molto famoso in Belgio viene , spesso viene servito con il caffè oppure usato come “millefoglie” alternandolo con strati di panna montata e mascarpone. si conservano per due-tre settimane chiusi in una scatola di metallo
Ingredienti:
100 gr. di burro vegetale, ho usato la nuova Vallè senza olio di palma
40 gr. di farina, quella che preferite
70 gr. di zucchero di canna
due cucchiai di sciroppo d’acero
A questi ingredienti è possibile aggiungere  cannella, zenzero o vaniglia (un cucchiaino per caffè)
Sciogliere a bagnomaria il burro vegetale,con lo sciroppo d’acero e lo zucchero. Setacciare la farina con la cannella, se si decide di usare la spezia.
Aggiungere il mix secco alla miscela di burro, sciroppo d’acero e zucchero. Mescolare fino a ottenere un composto omogeneo.

Prendere delle piccole porzioni di impasto (un quarto di cucchiaino) e disporle molto distanziate su una teglia rivestita di carta da forno, e appiattirle delicatamente, devono essere molto sottili Cuocere in forno statico preriscaldato a 180°C per 10 minuti circa. 

venerdì 6 maggio 2016

Amaretti secchi vegan (tipo di Saronno) con aquafaba






A cura di Paola Laura Fabbri
L’origine degli amaretti è piuttosto confusa c’è chi attribuisce la loro paternità agli Arabi e diffusisi nelle tradizioni della pasticceria Italiana, normanna. Altri ritengono invece che gli amaretti siano un’ invenzione italiana, discordi anche i pareri riguardo la regione  sulla di provenienza;per alcuni furono inventati in  Piemonte, alla metà del XVIII secolo da Francesco Moriondo, cuoco e pasticciere della corte Savoia,  altri sostengono l’origine siciliana di questo biscotto e altri invece quella ligure. Quel che è certo è che sono diffusi in tutta Italia, anche in altri Paesi europei, in particolar modo in Francia fra i più famosi quelli di Montmorillon, di Niort, di Reims, d Amiens e di Nancy
Ingredienti per la versione vegan:
260 gr. di mandorle dolci provviste della loro pellicina.
Qualche goccia di essenza o di olio di mandorla amara
 I miei sono rimasti un po’ più chiari perché ho trovato solo mandorle amare spellate 
130 gr. di zucchero, quello che preferite
5 gr. di bicarbonato di sodio
70 gr. di aquafaba (acqua di cottura dei ceci)
qualche goccia di succo di limone

Tritare fino a ridurle in farina finissima le mandorle con 50 gr. di zucchero.  Montare l’acquafaba aggiungendo qualche goccia di succo di limone e un poco alla volta i restanti 80 grammi di zucchero setacciati con il bicarbonato di sodio. Aggiungere l’aquafaba montata a neve ferma al mix di mandorle e zucchero. Impastare delicatamente fino ad ottenere un composto omogeneo. Inumidire le mani e formare delle palline da 8-10 grammi, posizionarle su una teglia rivestita di carta da forno e farle riposare per 30 minuti. Cospargere con una leggera spolverata di zucchero a velo e cuocere in forno statico preriscaldato a 150°C per 25-30 minuti 

lunedì 25 aprile 2016

Frollini vegan al tè Matcha






A cura di Paola Laura Fabbri
Ingredienti:
250 gr. di farina, quella che preferite
80 gr. di zucchero, quello che preferite
140 gr. di burro vegetale freddo (burro di cacao, burrolì, margarine) oppure 80 gr. di olio evo messo a raffreddare per circa 20 minuti nel congelatore
2 cucchiaini di tè matcha
4 gr. di lievito per dolci vegan, io uso quello di finestra sul cielo

Setacciare la farina con lo zucchero, il lievito e il tè matcha Aggiungere il burro vegetale o l’olio e con la punta delle dita intridere la farina con il burro fino a formare grosse briciole. Impastare il tutto aggiungendo se necessario un paio di cucchiai di acqua fredda. Avvolgere  la pasta nella pellicola da cucina e farla riposare in frigorifero per un’ora. Stendere la pasta chiara in una sfoglia spessa 5 mm e con un taglia biscotti ritagliare le forme. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 20 minuti. Forno statico

giovedì 31 marzo 2016

Biscotti farciti tipo Baiocchi vegan







A cura di Paola Laura Fabbri
Leggendo le varie ricette sul web ho notato che nell’impasto aggiungono farina di nocciole, ingrediente non presente negli originali. Mi sono rifatta agli ingredienti scritti sulla confezione eliminando le schifezze come grasso di palma e sostituendo quelli di derivazione animale con ingredienti vegetali.
Ingredienti per circa 15 biscotti:
200 gr. di farina, quella che preferite
50 gr. di amido di frumento (frumina)
90 gr. di zucchero, quello che preferite
120 gr, di burro vegetale (burrolì, burro di cacao, margarine) oppure 80 gr. di olio evo
4 gr. di lievito per dolci vegan, io uso quello di finestra sul cielo
20 gr. di bevanda vegetale (latte di soia, riso ecc…)
i semi contenuti in mezzo baccello di vaniglia
Per la farcitura
250 gr. circa di crema spalmabile al cacao e nocciola (tipo nutella) vegetale.
Setacciare la farina con l’amido di frumento, lo zucchero, il lievito e i semi di vaniglia, aggiungere,il burro vegetale o l’olio e con la punta delle dita intridere la farina con il grasso scelto fino ad ottenere delle grosse briciole, aggiungere anche il latte vegetale e impastare velocemente. Avvolgere l’impasto ottenuto in pellicola da cucina e far riposare in frigo per almeno tre ore. Stendere la pasta in una sfoglia spesa circa 8 mm. Con un coppa pasta dal diametro di 4 cm, ritagliare dei dischetti. Con un coppa pasta dal diametro di mezzo centimetro meno di quello scelto per il dischetto, quindi da cm. 3,05 segnare la metà dei dischetti di pasta frolla; con una cannuccia, vanno bene quelle da bibita, creare 5 fori sul dischetto disegnato. Cuocere in forno preriscaldato a 170°C per 16-18 minuti. Far raffreddare poi posizionare al centro dei biscotti non forati un cucchiaino di crema al cacao e nocciole; coprire con il dischetto forato premendo leggermente per far affiorare dai fori la crema.
Per la crema alla nocciola caso mai si decidesse di produrla in casa (è la cosa migliore)

Ingredienti:
360 gr. di pasta di nocciole Io la compero già pronta di Agrilanga ma è possibile farla anche in casa con un po’ di pazienza
150 gr. di cacao 
300 gr. di zucchero a velo di canna o preferibilmente succo d'agave
Setacciare il cacao e lo zucchero a velo o il succo d'agave. Aggiungere il 
mix alla pasta di nocciole. Mescolare bene. Conservare 
in un vaso di vetro a chiusura ermetica.
Se dovesse risultare troppo dura aggiungere 50 gr. di latte vegetale, meglio se al cioccolato, portato ad ebollizione. Sconsiglio l'aggiunta di olii vari, soprattutto quello di girasole che le conferisce un saporaccio, inoltre la parte oleosa è fornita dall'olio presente nelle nocciole. Conservare in 
frigorifero, non sarebbe necessario ma io per sicurezza conservo in frigo quasi tutto, una volta aperto.
Per la pasta di nocciole:
600 gr. di nocciole tostate.
In un mixer tritare finemente le nocciole, poi con molta pazienza passare il mix, poco 
alla volta nel macinacaffè e frullare fino ad ottenere una pasta molto oleosa

lunedì 28 marzo 2016

Frollini vegan alla panna tipo Macine







A cura di Paola Laura Fabbri
Ingredienti:
230 gr. di farina, quella che preferite
70 gr, di fecola di patate
110 gr. di zucchero, quello che preferite
90 gr. di burro vegetale (burrolì, burro di cacao, margarine) oppure 80 gr. di olio evo molto freddo
100 gr. di panna vegetale, da cucina o da montare
i semi contenuti in mezzo baccello di vaniglia
mezza bustina di lievito per dolc,i vegan, io uso quello di finestra sul cielo
Setacciare la farina con la fecola, lo zucchero e il lievito, aggiungere il burro. con la punta delle dita intridere il mix di ingredienti secchi con il burro vegetale o l’olio poi aggiungere la panna. Impastare fino ad ottenere un impasto liscio e ben amalgamato. Avvolgere in pellicola da cucina e far riposare in frigorifero per un paio d’ore. Stendere l’impasto in una sfoglia spessa un centimetro. Con un coppa pasta ritagliare i biscotti poi con un coppa pasta più piccolo formare il buco al centro. cuocere in forno preriscaldato a 175°C per 25-30 minuti forno statico. I tempi variano da forno a forno. Il mio è elettrico multi funzioni della Mìele.



sabato 26 marzo 2016

Frollini vegan tipo NASCONDINI






A cura di Paola Laura Fabbri
ingredienti
350 gr. di farina, quella che preferite
70 gr. di fecola di patate
150 gr. di zucchero, quello che preferite
140 gr. di burro vegetale (burrolì, burro di cacao, margarine) oppure 100 gr. di olio evo
60 gr. di bevanda vegetale (latte di soia, riso ecc…)
5 gr. di lievito per dolci vegan, io uso quello di finestra sul cielo
i semi contenuti in un baccello di vaniglia
20 gr. di cacao
100 gr. di cioccolato fondente sciolto a bagnomaria
Setacciare la farina con il lievito, lo zucchero e la fecola. Aggiungere il burro vegetale o l’olio e con la punta delle dita intridere la farina con il burro fino a formare grosse briciole. Impastare il tutto aggiungendo il latte vegetale. Prendere un terzo dell’impasto e aggiungere il cacao; impastare bene fino ad ottenere un composto ben amalgamato a questo punto aggiungere il cioccolato fuso, impastare finché il cioccolato non sarà ben incorporato all’impasto. Avvolgere i due impasti in pellicola da cucina e farli riposare in frigorifero per un’ora. Stendere la pasta chiara in una sfoglia spessa 5 mm. Con la asta al cioccolato formare un “salsicciotto leggermente appiattito e appoggiarlo sulla sfoglia chiara, avvolgere l’impasto al cioccolato e schiacciare delicatamente per ottenere un tubolare leggermente appiattito. Ritagliare la pasta in eccesso. tagliare i biscotti in cilindri lunghi 4-5 cm. Con una forchetta o un riga gnocchi creare le scanalature sulla superficie.  Posizionare i biscotti su una teglia imburrata e infarinata o rivestita di carta da forno. cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 25-30 minuti forno statico.


giovedì 10 settembre 2015

Pasticcini vegan alle mandorle ripieni al cacao e nocciola





Ho veganizzato questa ricetta apportando alcune modifiche
https://www.facebook.com/1558232651129372/videos/vb.1558232651129372/1564879020464735/?type=2&theater

A cura di Paola Laura Fabbri
Ingredienti per 30 biscotti circa
200 gr. di farina, quella che preferite
100 gr. di mandorle ridotte in farina
50 gr. di fecola di patate
50 gr. di amido di mais
90 gr. di zucchero, quello che preferite
qualche goccia di olio essenziale di mandorle amare (facoltativo, accentua il sapore di mandorla)
mezza bustina di lievito per dolci vegan
180 gr. di burro vegetale (burrolì, burro di cacao, margarine)
Crema spalmabile al cacao e nocciola vegan per il ripieno. La Teo & bia è il massimo in assoluto ma costa più dell’oro, 200 grammi di prodotto € 9.35. Io uso quella autoprodotta perchè a parte la sopracitata le altre in commercio contengono ingredienti in utili come oli aggiunti, palma, girasole ecc… e hanno un sapore che non mi piace.
50 gr. di cioccolato fondente tritato grossolanamente oppure di gocce di cioccolato fondente
Setacciare tutti gli ingredienti secchi, aggiungere il burro vegetale e con la punta delle dita intriderli con il burro vegetale. Una volta ottenute delle briciole aggiungere il cioccolato e impastare velocemente. Avvolgere il panetto in pellicola per alimenti e far riposare in frigorifero per almeno un paio d’ore. Stendere l’impasto, in in una sfoglia spessa 3-4 mm. Con un coppa pasta rotondo tagliare dei cerchi, ne ho usato uno da cm. 5 di diametro. al centro di ogni dischetto mettere un cucchiaino di crema al cacao e nocciola, coprire con un altro dischetto leggermente più grande, ho usato 6 cm. di diametro; chiudere bene e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 20 minuti
Per la crema spalmabile al cacao e nocciola
Ingredienti:
360 gr. di pasta di nocciole Io la compero già pronta di Agrilanga ma è possibile farla anche in casa con un po’ di pazienza
150 gr. di cacao 
300 gr. di zucchero a velo di canna o preferibilmente succo d'agave
Setacciare il cacao e lo zucchero a velo o il succo d'agave. Aggiungere il 
mix alla pasta di nocciole. Mescolare bene. Conservare 
in un vaso di vetro a chiusura ermetica.
Se dovesse risultare troppo dura aggiungere 50 gr. di latte vegetale, meglio se al 
cioccolato, portato ad ebollizione. Sconsiglio l'aggiunta di oli vari, soprattutto quello di girasole che le conferisce un saporaccio, inoltre la parte oleosa è fornita dall'olio presente nelle nocciole. Conservare in 
frigorifero, non sarebbe necessario ma io per sicurezza conservo in frigo quasi tutto, una volta aperto.
Per la pasta di nocciole:
600 gr. di nocciole tostate.
In un mixer tritare finemente le nocciole, poi con molta pazienza passare il mix, poco 
alla volta nel macinacaffè e frullare fino ad ottenere una pasta molto oleosa
.


mercoledì 9 settembre 2015

Biscotti ripieni al cacao e nocciola (versione vegan di pasticcino tipo Grisbi)





A cura di Paola Laura Fabbri
Ingredienti per 30 biscotti circa
200 gr. di farina, quella che preferite
50 gr. di fecola di patate
50 gr. di amido di mais
90 gr. di zucchero a velo, quello che preferite
mezza bustina di lievito per dolci vegan
30 gr. di cacao
180 gr. di burro vegetale (burrolì, burro di cacao, margarine)
Crema spalmabile al cacao e nocciola vegan per il ripieno. La Teo & bia è il massimo in assoluto ma costa più dell’oro, 200 grammi di prodotto € 9.35. Io uso quella autoprodotta perchè a parte la sopracitata le altre in commercio contengono ingredienti in utili come oli aggiunti, palma, girasole ecc… e hanno un sapore che non mi piace.

Setacciare tutti gli ingredienti secchi, aggiungere il burro vegetale e con la punta delle dita intriderli con il burro vegetale. Una volta ottenute delle briciole impastare velocemente. Avvolgere il panetto in pellicola per alimenti e far riposare in frigorifero per almeno un paio d’ore. Stendere l’impasto, in in una sfoglia spessa 3-4 mm. Con un coppa pasta rotondo tagliare dei cerchi, ne ho usato uno da cm. 5 di diametro. al centro di ogni dischetto mettere un cucchiaino di crema al cacao e nocciola, coprire con un altro dischetto leggermente più grande, ho usato 6 cm. di diametro; chiudere bene e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 20 minuti
Per la crema spalmabile al cacao e nocciola

Ingredienti:
360 gr. di pasta di nocciole Io la compero già pronta di Agrilanga ma è possibile farla anche in casa con un po’ di pazienza
150 gr. di cacao 
300 gr. di zucchero a velo di canna o preferibilmente succo d'agave
Setacciare il cacao e lo zucchero a velo o il succo d'agave. Aggiungere il 
mix alla pasta di nocciole. Mescolare bene. Conservare 
in un vaso di vetro a chiusura ermetica.
Se dovesse risultare troppo dura aggiungere 50 gr. di latte vegetale, meglio se al 
cioccolato, portato ad ebollizione. Sconsiglio l'aggiunta di oli vari, soprattutto quello di girasole che le conferisce un saporaccio, inoltre la parte oleosa è fornita dall'olio presente nelle nocciole. Conservare in 
frigorifero, non sarebbe necessario ma io per sicurezza conservo in frigo quasi tutto, una volta aperto.
Per la pasta di nocciole:
600 gr. di nocciole tostate.
In un mixer tritare finemente le nocciole, poi con molta pazienza passare il mix, poco 
alla volta nel macinacaffè e frullare fino ad ottenere una pasta molto oleosa.