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giovedì 19 maggio 2016

Mousse vegan al cioccolato con aquafaba e liquirizia salata di Calabria




A cura di Paola Laura Fabbri
La mousse al cioccolato classica prevede l’uso di albumi montati a neve, burro e zucchero. Nella versione vegan possiamo sostituire gli albumi con l’acqua faba ottenendo un mousse molto simile a quella classica, leggera e soffice
L’aqua faba è l’acqua di cottura dei ceci. Dobbiamo ringraziare lo chef francese Joel Roessel per la sensazionale scoperta che migliorerà la pasticceria vegana. L' acqua di cottura dei ceci diventa come l'albume d'uovo se viene montata a neve quindi si presta per numerose preparazioni come meringhe, macarons mousse e tutto quello che nella cucina classica richiede albume montato a neve
http://www.revolutionvegetale.com/en
Ingredienti:
100 gr. di acqua di cottura dei ceci va bene anche l’acqua dei ceci in scatola facendo attenzione che non contenga conservanti e sale
150 gr. di cioccolato fondente, io lo uso dal 75 al 85%
50 gr. di zucchero, quello che preferite
mezzo cucchiaino di succo di limone filtrato

due cucchiai di liquirizia salta in polvere
Sciogliere il cioccolato a bagnomaria. 
Con la planetaria o con uno sbattitore elettrico, montare l’acqua dei ceci per circa 10 minuti poi aggiungere qualche goccia di succo di limone, serve per neutralizzare completamente il retrogusto di ceci. Continuando a montare aggiungere lo zucchero. quando il composto avrà raggiunto la classica consistenza a neve bella soda, aggiungerlo un cucchiaio alla volta al cioccolato fuso, montando con una frusta. Posizionare su un piatto di servizio un anello per mousse oppure il cerchio di una tortiera apribile, versare la mousse all’interno del cerchio. livellare e far raffreddare in frigorifero per un paio d’ore. togliere l’anello e cospargere con la polvere di liquirizia. dopo qualche ora la polvere sciogliendosi creerà un effetto molto lucido tipo glassa a specchio. Io ho avuto fretta di fare la foto e la polvere non era completamente sciolta

venerdì 6 maggio 2016

Amaretti secchi vegan (tipo di Saronno) con aquafaba






A cura di Paola Laura Fabbri
L’origine degli amaretti è piuttosto confusa c’è chi attribuisce la loro paternità agli Arabi e diffusisi nelle tradizioni della pasticceria Italiana, normanna. Altri ritengono invece che gli amaretti siano un’ invenzione italiana, discordi anche i pareri riguardo la regione  sulla di provenienza;per alcuni furono inventati in  Piemonte, alla metà del XVIII secolo da Francesco Moriondo, cuoco e pasticciere della corte Savoia,  altri sostengono l’origine siciliana di questo biscotto e altri invece quella ligure. Quel che è certo è che sono diffusi in tutta Italia, anche in altri Paesi europei, in particolar modo in Francia fra i più famosi quelli di Montmorillon, di Niort, di Reims, d Amiens e di Nancy
Ingredienti per la versione vegan:
260 gr. di mandorle dolci provviste della loro pellicina.
Qualche goccia di essenza o di olio di mandorla amara
 I miei sono rimasti un po’ più chiari perché ho trovato solo mandorle amare spellate 
130 gr. di zucchero, quello che preferite
5 gr. di bicarbonato di sodio
70 gr. di aquafaba (acqua di cottura dei ceci)
qualche goccia di succo di limone

Tritare fino a ridurle in farina finissima le mandorle con 50 gr. di zucchero.  Montare l’acquafaba aggiungendo qualche goccia di succo di limone e un poco alla volta i restanti 80 grammi di zucchero setacciati con il bicarbonato di sodio. Aggiungere l’aquafaba montata a neve ferma al mix di mandorle e zucchero. Impastare delicatamente fino ad ottenere un composto omogeneo. Inumidire le mani e formare delle palline da 8-10 grammi, posizionarle su una teglia rivestita di carta da forno e farle riposare per 30 minuti. Cospargere con una leggera spolverata di zucchero a velo e cuocere in forno statico preriscaldato a 150°C per 25-30 minuti 

giovedì 17 settembre 2015

Torrone morbido vegan al cioccolato, nocciole e aquafaba





A cura di Paola Laura Fabbri
Dolce tipico natalizio di molte regioni d’Italia, storicamente presente pure in paesi come Spagna
 
e Francia (grazie all’influenza araba che
 
presentava un dolce simile anche se con un nome diverso e più somigliante ad un croccante).
 
Sembra che il termine provenga dal latino “torreo” (abbrustolire) o "torrere" (tostare) con riferimento alla tostature delle mandorle e delle nocciole.
Diverse le teorie circa la sua origine. Si ritiene che possa derivare da una preparazione di miele, albume e mandorle presente nell'antica Roma. Un'ipotesi successiva collegherebbe la ricetta agli arabi che l'avrebbero diffusa nel Sud Italia e nel Mediterraneo, come indicherebbe il “Turun” riportato nel De medicinis et cibis semplicibus trattato dell'XI secolo.
Una leggenda cremonese identificherebbe il primo torrone tradizionale nel dolce speciale di mandorle e miele a forma di torre preparato dai cuochi di corte per le nozze tra Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza.
La parola torrone compare per la prima volta nei testi italiani di cucina del '500, come ad esempio nell'opera del Messisbugo.
Ancora ad inizio '900 la barretta era preparata dai fornai al termine della lavorazione del pane. 
Oggi le diverse varianti regionali della ricetta possono essere a base di pasta più o meno morbida, arricchita con frutta secca, fichi, erbe, spezie, scorze di agrumi o cioccolato. (http://www.taccuinistorici.it/ita/news/medioevale/dolci/Torrone-barretta-armonica.html)
Sul web ho trovato diverse ricette in inglese per il torrone con aquafaba fra cui una su questo gruppohttps://www.facebook.com/groups/VeganMeringue/ ma ho preferito fare una personale ricerca fra le ricette del torrone classico e fare un mix. Questa è la mia versione
Ingredienti 
Serve un termometro per zucchero. In commercio si trovano facilmente dei termoetri digitali appositi a costi contenuti
400 gr. di glucosio o sciroppo di glucosio in sostituzione del miele
400 gr. di zucchero, quello che preferite più 50 gr.
130 gr. di acqua
50 gr, di aquafaba in sostituzione degli albumi
i semi di una stecca di vaniglia
100 gr. di cioccolato fondente all’85%
mezzo cucchiaino di succo di limone, serve per eliminare completamente il leggero retrogusto di ceci
600 gr. di nocciole, io ho aggiunto anche 100 gr. di pistacchi
Fogli di ostia per torrone, reperibili facilmente online
Foderare con carta da forno uno stampo rettangolare dai bordi alti e disponerre sul fondo uno strato di ostia spolverato di zucchero a velo vanigliato. Tostare la frutta secca in forno preriscaldato a 160°C per 20 minuti circa. Spegnere il forno e mantenerla al caldo. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e tenerlo in caldo.  In un pentolino versate il glucosio e cuocere, con la vaniglia, portarlo a 140°C. Poco prima che sia pronto il glucosio, in un altro pentolino mettere lo zucchero, l’acqua e cuocere fino a 170-180°C per queste due operazioni serve il termometro. Portate gli sciroppi a 100°C, altrimenti cuoce l'aquafaba.Nel frattempo montate a neve fermissima l’acquafaba. Togliere il glucosio dal fuoco e versarlo a filo sull’aquafaba montata, continuando a montare, senza spegnere la planetaria o lo sbattitore, poi unire anche lo sciroppo di zucchero sempre a filo e il cioccolato fuso, lentamente e continuando a montare per cinque minuti. A questo punto spegnere la planetaria e unire le nocciole. Mescolare bene e versare nello stampo precedentemente preparato, aiutandosi con una spatola di legno o di gomma per uniformare lo spessore. Coprire con un foglio di ostia facendolo aderire bene alla superficie del torrone. Far raffreddare il torrone fino al giorno dopo. alcuni lo mettono in frigorifero. si conserva fuori frigo in luogo fresco


giovedì 13 agosto 2015

Torrone bianco vegan morbido alle mandorle e aquafaba






A cura di Paola Laura Fabbri
Dolce tipico natalizio di molte regioni d’Italia, storicamente presente pure in paesi come Spagna e Francia (grazie all’influenza araba che presentava un dolce simile anche se con un nome diverso e più somigliante ad un croccante). 
Sembra che il termine provenga dal latino “torreo” (abbrustolire) o "torrere" (tostare) con riferimento alla tostature delle mandorle e delle nocciole.
Diverse le teorie circa la sua origine. Si ritiene che possa derivare da una preparazione di miele, albume e mandorle presente nell'antica Roma. Un'ipotesi successiva collegherebbe la ricetta agli arabi che l'avrebbero diffusa nel Sud Italia e nel Mediterraneo, come indicherebbe il “Turun” riportato nel De medicinis et cibis semplicibus trattato dell'XI secolo.
Una leggenda cremonese identificherebbe il primo torrone tradizionale nel dolce speciale di mandorle e miele a forma di torre preparato dai cuochi di corte per le nozze tra Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza.
La parola torrone compare per la prima volta nei testi italiani di cucina del '500, come ad esempio nell'opera del Messisbugo.
Ancora ad inizio '900 la barretta era preparata dai fornai al termine della lavorazione del pane. 
Oggi le diverse varianti regionali della ricetta possono essere a base di pasta più o meno morbida, arricchita con frutta secca, fichi, erbe, spezie, scorze di agrumi o cioccolato. (
http://www.taccuinistorici.it/ita/news/medioevale/dolci/Torrone-barretta-armonica.html)
Sul web ho trovato diverse ricette in inglese per il torrone con acquafaba fra cui una su questo gruppo https://www.facebook.com/groups/VeganMeringue/ ma ho preferito fare una personale ricerca fra le ricette del torrone classico e fare un mix. Questa è la mia versione
Ingredienti
Serve un termometro per zucchero. In commercio si trovano facilmente dei termoetri digitali appositi a costi contenuti
400 gr. di glucosio o sciroppo di glucosio in sostituzione del miele
400 gr. di zucchero, quello che preferite più 50 gr.
130 gr. di acqua
50 gr, di aquafaba in sostituzione degli albumi
i semi di una stecca di vaniglia
mezzo cucchiaino di succo di limone, serve per eliminare completamente il leggero retrogusto di ceci
600 gr. di mandorle pelate oppure nocciole o mix di frutta secca a piacere. E’ possibile usare anche frutta disidratata o candita
Fogli di ostia per torrone, reperibili facilmente online
Foderare con carta da forno uno stampo rettangolare dai bordi alti e disporre sul fondo uno strato di ostia spolverato di zucchero a velo vanigliato. Tostare la frutta secca in forno preriscaldato a 160°C  per 20 minuti circa. Spegnere il forno e mantenerla al caldo. In un pentolino versate il glucosio e cuocere, con la vaniglia, portarlo a 140°C. Poco prima che sia pronto il glucosio,  in un altro pentolino mettere lo zucchero, l’acqua  e cuocere fino a 170-180°C per queste due operazioni serve il termometro. Nel frattempo montate a neve fermissima l’aquafaba.  Portate gli sciroppi a 100°C, altrimenti cuoce l'acuafaba. Togliere il glucosio dal fuoco  e versarlo a filo sull’acquafaba montata, continuando a montare, senza spegnere la planetaria o lo sbattitore, poi unire anche lo sciroppo di zucchero sempre a filo, lentamente e continuando a montare per cinque minuti. A questo punto unire la frutta scelta. Mescolare bene e versare nello stampo precedentemente preparato, aiutandosi con una spatola di legno o di gomma per uniformare lo spessore. Coprire con un foglio di ostia facendolo aderire bene alla superficie del torrone. Far raffreddare il torrone fino al giorno dopo. alcuni lo mettono in frigorifero. si conserva fuori frigo in luogo fresco 

mercoledì 12 agosto 2015

Torta fredda vegan allo yogurt e aquafaba






A cura di Paola Laura Fabbri
Ingredienti per uno stampo da 24/26 cm. di diametro
Per la base di biscotti
400g di biscotti secchi vegan (tipo digestive) tritati finemente, vanno bene anche altri biscotti
125g di burro vegetale fuso

Preparazione della base di biscotto
Mescolare tutti gli ingredienti e versare il composto in un anello per mousse oppure nel cerchio di una tortiera apribile posizionato sul piatto cercando di livellarlo bene. Far raffreddare in frigorifero.
Per la crema
500 gr. di yogurt di soia, quello che preferite, io ho usato quello al naturale
due cucchiaini di agar agar
50 gr. di zucchero, quello che preferite
100 gr. di acqua.
Una dose di impasto per meringhe all’aquafaba
Frutta fresca per decorare
Mescolare lo zucchero con l’agar agar aggiungere l’acqua e sciogliere bene il composto evitando la formazione di grumi. Portare ad ebollizione a fuoco basso poi cuocere sempre a fuoco basso per 3-4 minuti mescolando sempre. In una terrina versare lo yogurt e aggiungere il composto di agar agar mescolando con una frusta fino ad ottenere un composto omogeneo e senza grumi. A questo punto aggiungere sempre mescolando con la frusta, l’impasto per meringhe, un cucchiaio alla volta.  Versare la crema sulla base di biscotti e far raffreddare in frigorifero per almeno 4-5 ore prima di servire. Decorare con frutta fresca
Impasto meringa all’acquafaba
Ingredienti:
100 gr. di acqua di cottura dei ceci, va bene anche l’acqua dei ceci in scatola facendo attenzione che non contenga conservanti e sale. se la facciamo raffreddare in frigorifero per un paio d'ore monta meglio
135-140 gr. di zucchero quello che preferite 
i semi di una stecca di vaniglia oppure si possono aromatizzare a piacere con oli essenziali ad uso alimentare, menta, rosa, viola, cannella, mandorla ecc… Sconsiglio gli aromi sintetici tipo fialette Cameo. 
qualche goccia di succo di limone

Con la planetaria o con uno sbattitore elettrico, montare l’acqua dei ceci per circa 10 minuti poi aggiungere qualche goccia di succo di limone, serve per neutralizzare completamente il retrogusto di ceci. continuando a montare aggiungere un cucchiaio alla volta lo zucchero e l’aroma scelto. Montare a neve ferma, ci vogliono circa 20 minuti. E’ consigliabile incominciare a bassa velocità e alzarla un po’ alla volta per incorporare più aria.



sabato 1 agosto 2015

Lemon Meringue pie vegan all’aquafaba






A cura di Paola Laura Fabbri
Si tratta di una crostata meringata al limone che è diventata il simbolo dell’America, questa torta  così come la conosciamo oggi è nata in epoca vittoriana; conosciuta anche con il nome di Limone Chester Pudding. Pare che il 15 Agosto negli stati uniti sia la giornata nazionale di questo dolce
La versione vegan è possibile grazie alla scoperta dell’acquafaba L’acqua faba è l’acqua di cottura dei ceci. Dobbiamo ringraziare lo chef francese Joel Roessel per la sensazionale scoperta che migliorerà la pasticceria vegana. L'acqua di cottura dei ceci diventa come l'albume d'uovo se viene montata a neve quindi si presta per numerose preparazioni come meringhe, macarons e tutto quello che nella cucina classica richiede albume montato a neve  http://www.revolutionvegetale.com/en
La ricetta prevede una crosta di pastafrolla,io ho pensato di fare una pastafrolla alla mandorla. Per la pastafrolla normale seguire la ricetta sottostante evitando l’aggiunta di farina di mandorle. Il risultato è piuttosto soddisfacente, il giorno dopo la meringa, data l’umidità della crema al limone si affloscia un poco ma è ugualmente gradevole
Per la pasta frolla:
150 gr. di farina, quella che preferite
50 di amido di mais o fecola di patate o amido di frumento
50 gr. di farina di mandorle. Per la pastafrolla normale evitare le mandorle
80 gr. di zucchero (quello che preferite)
180 gr. di burro vegetale ( burrolì , burro di cacao, margarine vegetali)
4 gr. di lievito per dolci vegan. Io uso quello di finestra sul cielo
Setacciare gli ingredienti secchi e con la punta delle dita intriderli con il burro vegetale. Una volta ottenute delle briciole impastare velocemente. Avvolgere il panetto in pellicola per alimenti e far riposare in frigorifero per un paio d’ore.
Stendere la pastafrolla in una sfoglia spessa circa 5-6 millimetri e foderare uno stampo da 20 cm di diametro precedentemente imburrato o rivestito di carta da forno. Cuocere in bianco a 180°C per 25 minuti. 
Crema al limone. E’ composta da due creme la prima a base di latte vegetale, la seconda di acqua, limone e amido di mais. Se mettessimo il succo di limone direttamente nel latte otterremmo una crema cagliata e dall’aspetto poco gradevole
Per la prima crema
400 gr. di bevanda vegetale possibilmente alla vaniglia (latte di riso, soia ecc…)
80 gr. di farina, quella che preferite
20 gr. di amido di mais
80 gr. di zucchero, quello che preferite
colorante giallo (facoltativo) io uso questo http://www.decorfooditaly.it/it/coloranti-alimentari-naturali/76-giallo-carota.html
Setacciare la farina con lo zucchero e l’amido, aggiungere il latte un poco alla volta avendo cura di stemperare bene il mix di farine e zucchero in modo da evitare grumi. Portare ad ebollizione a fuoco basso mescolando in continuazione. cuocere fino a quando il composto non si addensa. Versare il composto in una terrina e coprire a contatto ossia coprire facendo aderire bene alla superficie uno strato di pellicola da cucina; questa tecnica serve ad evitare la formazione di quella odiosa pellicina che compare sulla superficie delle creme quando si raffreddano.
Per la seconda crema
300 gr. di acqua
130 gr. di zucchero
60 gr. di amido di mais
25 gr. di olio di mais
Zest (scorza grattugiata) di due limoni
Succo di un limone o più secondo il gusto personale. Io ne ho usati tre perché ho pensato di renderla un po’ più acida per contrastare la dolcezza della meringa
In una casseruola mescolare la maizena con lo zucchero, aggiungere l’acqua, sciogliere bene il composto. Cuocere finché non si addensa. Togliere dal fuoco, lasciar intiepidire il succo di limone, un po’ alla volta assaggiando sempre.  Mescolare bene fino ad ottenere un composto liscio e senza grumi. Una volta raffreddato il tutto aggiungere  questo composto alla crema alla vaniglia. Mescolare fino ad ottenere una crema ben amalgamata, eventualmente frullare con un frullatore ad immersione e passarla al setaccio; a questo punto aggiungere lo zest di limone.

Per la meringa
Ingredienti:
100 gr. di acqua di cottura dei ceci, va bene anche l’acqua dei ceci in scatola facendo attenzione che non contenga conservanti e sale. se la facciamo raffreddare in frigorifero per un paio d'ore monta meglio
135-140 gr. di zucchero quello che preferite 
qualche goccia di succo di limone

Con la planetaria o con uno sbattitore elettrico, montare l’acqua dei ceci per circa 10 minuti poi aggiungere qualche goccia di succo di limone, serve per neutralizzare completamente il retrogusto di ceci. continuando a montare aggiungere un cucchiaio alla volta lo zucchero e l’aroma scelto. Montare a neve ferma, ci vogliono circa 20 minuti. E’ consigliabile incominciare a bassa velocità e alzarla un po’ alla volta per incorporare più aria.
Oppure meringa a freddo
100 gr. di aquafaba
160 gr di zucchero (quello che preferite
20 gr. di acqua
In un pentolino versare lo zucchero e l'acqua, portare ad ebollizione e cuocere fino a raggiungere i 120 gradi. Nel frattempo montare l'aquafaba. Continuando a montare versare a filo lo sciroppo di zucchero e continuare a montare fino a completo raffreddamento.
Composizione del dolce

Versare la crema nella crosta di pastafrolla, e livellare bene.  Coprire con la meringa. Decorare la superficie a piacere e fiammare con l'apposito cannello

giovedì 30 luglio 2015

Pan di spagna vegan al cacao e aquafaba






A cura di Paola Laura Fabbri
Ingredienti per uno stampo da 26 cm. di diametro:
350 gr. di farina, quella che preferite
40 gr. di cacao
180 gr. di zucchero, quello che preferite, divisi in 90 gr. piu 90 gr. 
100 gr. circa di acquafaba, se la mettiamo in frigorifero per un paio d’ore monta meglio
1 bustina di lievito per dolci vegan, io uso quello di finestra sul cielo
5 gr. (un cucchiaino) di aceto di mele aiutala lievitazione
250 gr. di bevanda vegetale preferibilmente al cioccolato(latte di soia, riso ecc..) io ho usato soia al cioccolato
i semi di una stecca di vaniglia, facoltativi
 60 gr. di olio evo o di semi di mais
Con la planetaria o con uno sbattitore elettrico, montare l’acqua dei ceci per circa 10 minuti poi aggiungere l’aceto di mele, serve per neutralizzare completamente il retrogusto di ceci e aiuta la lievitazione, continuando a montare aggiungere gli altri 90 gr. di zucchero un cucchiaio alla volta. Montare a neve ferma, ci vogliono circa 20 minuti. E’ consigliabile incominciare a bassa velocità e alzarla un po’ alla volta per incorporare più aria.
In una terrina grande setacciare la farina con il cacao, i 90 grammi di zucchero rimasti e il lievito, aggiungere i semi di vaniglia se si decide di usarli. In un contenitore montare con le fruste elettriche il latte con l’olio. Unire la miscela liquida agli ingredienti secchi e montare il tutto con le fruste elettriche per qualche minuto. quando avremo ottenuto un composto un po’ gonfio (più di tanto non si gonfia non essendoci il tuorlo d’uovo) , con la frusta a mano unire l’impasto di acquafaba montata un cucchiaio alla volta facendo bene attenzione di amalgamare completamente il cucchiaio appena aggiunto prima di aggiungere il secondo. “grattare” bene in fondo alla terrina perché l’impasto più solido, quello con la farina, tende ad andare verso il fondo. Continuiamo così fino a quando non avremo incorporato tutta l’acqua montata. Usiamo movimenti delicati e dal basso verso l’alto per non smontare il composto di acquafaba. Assicuriamoci di aver incorporato molto bene i due impasti altrimenti durante la cottura si creerà sul fondo uno strato di circa 5mm.semicrudo. A questo punto versare l’impasto in uno stampo da 26 cm di diametro precedentemente imburrato e infarinato o rivestito di carta da forno. Cuocere in forno preriscaldato a 170°C per 45-50 minuti. Far raffreddare il dolce nello stampo. Rimane sempre leggermente umido anche se con la prova stecchino lo stecchino esce asciutto


Torta gelato vegan





Base pan di Spagna all’acquafaba, gelato fior di panna, polvere di meringa all’acquafaba, frutta di stagione
A cura di Paola Laura Fabbri
Ingredienti per uno stampo da 20 cm. di diametro:
Un disco di pan di Spagna dal diametro di 20 cm e spesso 2 cm
750 gr. di gelato
10-15 meringhe polverizzate nel mixer
Frutta di stagione
Per il pan di Spagna
Ingredienti per uno stampo da 26 cm. di diametro:
350 gr. di farina, quella che preferite
100 gr. di zucchero, quello che preferite piu 60 gr. 
100 gr. circa di acquafaba, se la mettiamo in frigorifero per un paio d’ore monta meglio
1 bustina di lievito per dolci vegan, io uso quello di finestra sul cielo
5 gr. (un cucchiaino) di aceto di mele aiutala lievitazione
200 gr. di bevanda vegetale (latte di soia, riso ecc..) io ho usato soia alla vaniglia
i semi di una stecca di vaniglia, solo se si usa latte neutro e non aromatizzato
60 gr. di olio evo o di semi di mais
Con la planetaria o con uno sbattitore elettrico, montare l’acqua dei ceci per circa 10 minuti poi aggiungere l’aceto di mele, serve per neutralizzare completamente il retrogusto di ceci e aiuta la lievitazione, continuando a montare aggiungere i 100 gr. di zucchero un cucchiaio alla volta. Montare a neve ferma, ci vogliono circa 20 minuti. E’ consigliabile incominciare a bassa velocità e alzarla un po’ alla volta per incorporare più aria.
In una terrina grande setacciare la farina con i 60 grammi di zucchero e il lievito, aggiungere i semi di vaniglia se si decide di usarli. In un contenitore montare con le fruste elettriche il latte con l’olio. Unire la miscela liquida agli ingredienti secchi e montare il tutto con le fruste elettriche per qualche minuto. quando avremo ottenuto un composto un po’ gonfio (più di tanto non si gonfia non essendoci il tuorlo d’uovo) , con la frusta a mano unire l’impasto di acquafaba montata un cucchiaio alla volta facendo bene attenzione di amalgamare completamente il cucchiaio appena aggiunto prima di aggiungere il secondo. “grattare” bene in fondo alla terrina perché l’impasto più solido, quello con la farina, tende ad andare verso il fondo. Continuiamo così fino a quando non avremo incorporato tutta l’acqua montata. Usiamo movimenti delicati e dal basso verso l’alto per non smontare il composto di acquafaba. Assicuriamoci di aver incorporato molto bene i due impasti altrimenti durante la cottura si creerà sul fondo uno strato di circa 5mm.semicrudo. A questo punto versare l’impasto in uno stampo da 26 cm di diametro precedentemente imburrato e infarinato o rivestito di carta da forno. Cuocere in forno preriscaldato a 170°C per 45-50 minuti. Far raffreddare il dolce nello stampo.
Per il gelato:
Possiamo comperare dell’ottimo gelato vegan già pronto oppure farlo in casa

250 gr. di panna vegetale, io ho usato quella da montare, la Leha non dolcificata
100 gr. di bevanda vegetale (latte di riso, soia ecc... io ho usato soia)
60 gr. di dolcificante preferito, zucchero di canna, malto, succo d’agave ecc…
Un cucchiaino di farina di semi di carrube (da non confondere con la farina di carrube).

Versare la bevanda vegetale scelta in una pentola, aggiungere la panna la farina di semi di carrube e scioglierla bene, unire il dolcificante e portare ad ebollizione a fuoco lento, mescolando sempre.
Far raffreddare e aggiungere tre cucchiai di olio di mais e frullare (io non lo metto, viene bene anche senza). Versare nella gelatiera e procedere secondo le istruzioni della vostra macchina.
Se non si possiede la gelatiera procediamo in questo modo
Mettere il composto in un contenitore precedentemente raffreddato in freezer. Ora dobbiamo sostituire il lavoro della gelatiera con alcune accortezze. Mettere il gelato nel freezer e lasciarlo per quattro ore circa, avendo cura di tirarlo fuori e mescolarlo ogni 45 minuti, in maniera tale da rompere i cristalli di ghiaccio permettendo così al gelato di congelare rimanendo morbido e cremoso
Per le meringhe
Ingredienti:
100 gr. di acqua di cottura dei ceci, va bene anche l’acqua dei ceci in scatola facendo attenzione che non contenga conservanti e sale. se la facciamo raffreddare in frigorifero per un paio d'ore monta meglio
135-140 gr. di zucchero quello che preferite 
i semi di una stecca di vaniglia oppure si possono aromatizzare a piacere con oli essenziali ad uso alimentare, menta, rosa, viola, cannella, mandorla ecc… Sconsiglio gli aromi sintetici tipo fialette Cameo. 
qualche goccia di succo di limone

Con la planetaria o con uno sbattitore elettrico, montare l’acqua dei ceci per circa 10 minuti poi aggiungere qualche goccia di succo di limone, serve per neutralizzare completamente il retrogusto di ceci. continuando a montare aggiungere un cucchiaio alla volta lo zucchero e l’aroma scelto. Montare a neve ferma, ci vogliono circa 20 min uti. E’ consigliabile incominciare a bassa velocità e alzarla un po’ alla volta per incorporare più aria.
Mettere l’impasto in una sac a poche e su una teglia rivestita di carta da forno creare le forme desiderate oppure con un cucchiaio formare dei mucchietti. Cuocere in forno preriscaldato a 90°C per tre ore poi spegnere il forno e lasciare le meringhe in forno spento per 30 minuti.
Posizionare su un vassoio adatto al congelatore, un anello per mousse oppure il cerchio di una tortiera apribile da 20 cm. di diametro. all’interno mettere il disco di pan di Spagna e inzupparlo con un liquore o una bagna a scelta, io ho usato un liquore leggero al cioccolato. Versare il gelato e livellare il tutto. riporre in freezer per alcune ore. Prima di servire mettere la torta sul piatto di servizio e cospargerla con la polvere di meringa. Decorare con frutta fresca di stagione


sabato 25 luglio 2015

Lingue di gatto all’aquafaba (acqua di cottura dei ceci)









A cura di Paola Laura Fabbri
L’acqua faba è l’acqua di cottura dei ceci. Dobbiamo ringraziare lo chef francese Joel Roessel per la sensazionale scoperta che migliorerà la pasticceria vegana. L'acqua di cottura dei ceci diventa come l'albume d'uovo se viene montata a neve quindi si presta per numerose preparazioni come meringhe, macarons e tutto quello che nella cucina classica richiede albume montato a neve  http://www.revolutionvegetale.com/en
Ingredienti:
 180 gr. di farina, quella che preferite ma l’ideale per questo finissimo biscotto è la 00
180 gr. di zucchero a velo, quello che preferite
150 gr. di burro vegetale (burrolì, burro di cacao, margarina)
100 gr. di aquafaba va bene anche l’acqua dei ceci in scatola facendo attenzione che non contenga conservanti e sale. se la facciamo raffreddare in frigorifero per un paio d'ore monta meglio
mezzo cucchiaino di succo di limone
i semi di una stecca di vaniglia
Lavorare a crema il burro vegetale con 90 gr. di zucchero a velo. Setacciare la farina con i semi di vaniglia.
Con la planetaria o con uno sbattitore elettrico, montare l’acqua dei ceci per circa 10 minuti poi aggiungere il succo di limone, serve per neutralizzare completamente il retrogusto di ceci. continuando a montare aggiungere un cucchiaio alla volta gli altri 90 gr. zucchero. Montare a neve ferma, ci vogliono circa 20 minuti.
Aggiungere al composto di burro e zucchero la farina setacciata, un cucchiaio alla volta alternandola con un cucchiaio di acquafaba montata ossia aggiungere la farina e mescolare bene, quando la farina sarà incorporata aggiungere un paio di cucchiai di aquafaba e amalgamare bene, continuare fino a esaurimento degli ingredienti. quando avremo ottenuto un composto omogeneo, metterlo in una sac a poche.
In una teglia rivestita di carta da forno formare dei bastoncini lunghi6-7 cm e larghi due, circa, ben distanziati perché si allargano un po’. Cuocere in forno preriscaldato a 200°C per 8-10 minuti.


domenica 19 luglio 2015

Pan di Spagna vegan all'aquafaba (acqua di cottura dei ceci)






A cura di Paola Laura Fabbri
L’acqua faba è l’acqua di cottura dei ceci. Dobbiamo ringraziare lo chef francese Joel Roessel per la sensazionale scoperta che migliorerà la pasticceria vegana. L'acqua di cottura dei ceci diventa come l'albume d'uovo se viene montata a neve quindi si presta per numerose preparazioni come meringhe, macarons e tutto quello che nella cucina classica richiede albume montato a neve http://www.revolutionvegetale.com/en
Dopo svariati tentativi falliti ho trovato la combinazione degli ingredienti per ottenere un risultato accettabile anche se nonostante la prova stecchino per verificare la cottura, lo stecchino esce asciutto, la torta risulta molto morbida ma un po’ umida, tuttavia più soffice di quella tipo pan di Spagna vegan senza acquafaba
Ingredienti per uno stampo da 26 cm. di diametro:
350 gr. di farina, quella che preferite
100 gr. di zucchero, quello che preferite piu 60 gr.
100 gr. circa di acquafaba, se la mettiamo in frigorifero per un paio d’ore monta meglio
1 bustina di lievito per dolci vegan, io uso quello di finestra sul cielo
5 gr. (un cucchiaino) di aceto di mele aiutala lievitazione
200 gr. di bevanda vegetale (latte di soia, riso ecc..) io ho usato soia alla vaniglia
i semi di una stecca di vaniglia, solo se si usa latte neutro e non aromatizzato
60 gr. di olio evo o di semi di mais
Con la planetaria o con uno sbattitore elettrico, montare l’acqua dei ceci per circa 10 minuti poi aggiungere l’aceto di mele, serve per neutralizzare completamente il retrogusto di ceci e aiuta la lievitazione, continuando a montare aggiungere i 100 gr. di zucchero un cucchiaio alla volta. Montare a neve ferma, ci vogliono circa 20 minuti. E’ consigliabile incominciare a bassa velocità e alzarla un po’ alla volta per incorporare più aria.
In una terrina grande setacciare la farina con i 60 grammi di zucchero e il lievito, aggiungere i semi di vaniglia se si decide di usarli. In un contenitore montare con le fruste elettriche il latte con l’olio. Unire la miscela liquida agli ingredienti secchi e montare il tutto con le fruste elettriche per qualche minuto. quando avremo ottenuto un composto un po’ gonfio (più di tanto non si gonfia non essendoci il tuorlo d’uovo) , con la frusta a mano unire l’impasto di acquafaba montata un cucchiaio alla volta facendo bene attenzione di amalgamare completamente il cucchiaio appena aggiunto prima di aggiungere il secondo. “grattare” bene in fondo alla terrina perché l’impasto più solido, quello con la farina, tende ad andare verso il fondo. Continuiamo così fino a quando non avremo incorporato tutta l’acqua montata. Usiamo movimenti delicati e dal basso verso l’alto per non smontare il composto di acquafaba. Assicuriamoci di aver incorporato molto bene i due impasti altrimenti durante la cottura si creerà sul fondo uno strato di circa 5mm.semicrudo. A questo punto versare l’impasto in uno stampo da 26 cm di diametro precedentemente imburrato e infarinato o rivestito di carta da forno. Cuocere in forno preriscaldato a 170°C per 45-50 minuti. Far raffreddare il dolce nello stampo.


Meringata vegan con aquafaba








A cura di Paola Laura Fabbri
L’ aquafaba è l’acqua di cottura dei ceci. Dobbiamo ringraziare lo chef francese Joel Roessel per la sensazionale scoperta che migliorerà la pasticceria vegana. L'acqua di cottura dei ceci diventa come l'albume d'uovo se viene montata a neve quindi si presta per numerose preparazioni come meringhe, macarons e tutto quello che nella cucina classica richiede albume montato a neve
http://www.revolutionvegetale.com/en
Sul web si trovano moltissime ricette per questo tipo di meringa, questa è la mia versione
Ingredienti per la meringa:
100 gr. di acqua di cottura dei ceci, va bene anche l’acqua dei ceci in scatola facendo attenzione che non contenga conservanti e sale. se la facciamo raffreddare in frigorifero per un paio d'ore monta meglio
135-140 gr. di zucchero quello che preferite 
i semi di una stecca di vaniglia oppure si possono aromatizzare a piacere con oli essenziali ad uso alimentare, menta, rosa, viola, cannella, mandorla ecc… Sconsiglio gli aromi sintetici tipo fialette Cameo. 
qualche goccia di succo di limone
Ingredienti per la farcitura
500 gr. di panna da montare vegetale io uso la Leha oppure  Idee di soia che sostituisce la professional cream
250 gr. di cioccolato fondente, io uso quello dal 75 all’85%  oppure gocce di cioccolato


Con la planetaria o con uno sbattitore elettrico, montare l’acqua dei ceci per circa 10 minuti poi aggiungere qualche goccia di succo di limone, serve per neutralizzare completamente il retrogusto di ceci. continuando a montare aggiungere un cucchiaio alla volta lo zucchero e l’aroma scelto. Montare a neve ferma, ci vogliono circa 20 minuti. E’ consigliabile incominciare a bassa velocità e alzarla un po’ alla volta per incorporare più aria.
Mettere l’impasto in una sac a poche e su una teglia rivestita di carta da forno creare
  creare due dischi di meringa dal diametro di cm 22 , con il resto dell’impasto formare meringhette per la decorazione finale. Cuocere in forno preriscaldato a 90°C per tre ore poi spegnere il forno e lasciarle in forno spento per 15 minuti, aprire il forno e far raffreddare completamente. Staccare delicatamente i dischi di meringa dalla carta da forno. Posizionare su un vassoio che consenta il riposo in freezer un anello per mousse oppure se non lo si possiede va bene anche il cerchio di una tortiera apribile. All’interno dell’anello mettere il primo disco di meringa. Montare la panna, unire il cioccolato spezzettato grossolanamente e versare il tutto (tenendone da parte 4-5 cucchiai per la decorazione finale) sul disco di meringa, livellare bene e coprire con il secondo disco, coprire con pellicola da cucina o allumino e riporre in freezer per almeno 5/6 ore. Togliere dal frezeer 15 minuti prima di servire e decorare con le meringhe (alcune le possiamo sbriciolare) e la panna che avevamo tenuto da parte e conservata in frigorifero.

giovedì 16 luglio 2015

Macarons vegan alla vaniglia e rosa con aquafaba (acqua di cottura dei ceci)







A cura di Paola Laura Fabbri
Il loro nome deriva dall’italiano maccarone
Secondo una leggenda i macarons sono nati a Venezia nel XVI secolo, importati in Francia da Caterina de Medici quando nel 1533 sposò Enrico II di Francia. In realtà sembrerebbero nati due secoli più tardi dall’inventiva di due suore francesi nel monastero delle Dames du Saint-Sacrement di Nancy. Qualunque sia la loro origine, questi deliziosi pasticcini furono perfezionati nel corso dei secoli, e mutò anche la loro forma. Nel 1830 si servivano a due a due accompagnati confetture, liquori e spezie. Nel 1930 Pierre Desfontaines,nipote del più famoso Lousi Ernest Ladurée pensò di unire le due piccole meringhe con un ripieno cremoso, come li conosciamo oggi
La scoperta dell’acquafaba ci permette finalmente di creare una versione vegan di queste piccole delizie, cosa che finora non era stata possibile. I macarons sono tutt’altro che semplici da realizzare. Ho fatto sei tentativi, i primi sono risultati dei dischetti piatti di meringa, buoni ma nulla a che vedere con i macarons, il secondo tentativo ha prodotto delle deliziose meringhe ala mandorle ma anche qui nulla a che vedere, il terzo è stato abbastanza disastroso, meringhe gommose… alla fine ho usato la ricetta suggerita da questo blog https://avocadosandales.wordpress.com/
ma con il procedimento dei macarons classici. La parte difficile è il macaronage ossia l’unione dei due ingredienti principali, l’albume montato o in questo caso l’acquafaba e la pasta di mandorle. Da questa lavorazione dipende il bordino “merlettato”. Se questo passaggio non viene eseguito correttamente, otterremo delle meringhe, io ho ottenuto risultati accettabili dopo sei tentativi. La farina di mandorle deve essere finissima altrimenti avremo un effetto non liscio. Ho scelto i classici alla vaniglia, a questa ricetta si possono aggiungere vari aromi, evitando se possibile quelli finti tipo fialette Cameo. Il macaron richiede due passaggi fondamentali: il macaronage e il CROUTAGE l’asciugatura prima della cottura
Ricetta:
100 gr.di aquafaba
1/4 di cucchiaino di succo di limone, serve per eliminare il leggero retrogusto di ceci
100 gr. di zucchero, quello che preferite
125 gr. di farina di mandorle finissima
65 gr. di zucchero a velo
i semi di una stecca di vaniglia oppure essenza di vaniglia
Mettere la farina di mandorle nel mixer e aggiungere lo zucchero a velo. Azionare alla massima velocità per qualche minuto. Passare il tutto al setaccio.
Con la planetaria o con uno sbattitore elettrico, montare l’acqua dei ceci per circa 10 minuti poi aggiungere qualche goccia di succo di limone, continuando a montare aggiungere un cucchiaio alla volta lo zucchero e l’aroma scelto. Montare a neve ferma, ci vogliono circa 20 minuti. E’ consigliabile incominciare a bassa velocità e alzarla un po’ alla volta per incorporare più aria.
A questo punto incomincia la delicata e terrificante fase del MACARONAGE.
Versare 1/4 della meringa sulla pasta di mandorle, amalgamare i due composti mescolando con forza con la spatola in silicone, non importa se la meringa perde aria, questo passaggio serve a  rendere meno più fluida la pasta di mandorle, unire  metà della meringa rimasta, mescolare fino a quando comincia ad amalgamarsi, poi aggiungere il resto della meringa. Amalgamare il composto, mescolando con decisione e cura meringa e pasta di mandorle. Attenzione perché la pasta di mandorle tende ad attaccarsi sul fondo, quindi passare bene sul fondo della ciotola con la spatola di silicone, Dobbiamo ottenere un composto di consistenza non troppo soda e non troppo fluida. Se è troppo soda poi i gusci saranno simili alla meringa, se è troppo fluida avremo dei gusci troppo piatti e che non svilupperanno merletto. E’ consigliabile di fermarsi ogni 20 secondi (più o meno) e controllare come cade il composto dalla spatola: deve cadere a nastro ossia in maniera fluida e continuativa creando una sorta di nastro che si appiattisce sul resto del composto.  Il composto non va fatto riposare quindi preparare prima le teglie. Versare l’impasto ottenuto in una sac a poche con bocchetta liscia da 8-10 mm. di diametro e  formare dei mucchietti negli stampi dell’apposito tappetino di silicone. Se non si dispone del tappetino, su una teglia rivestita di carta da forno, formare dei mucchietti dal diametro di 3 cm. Si possono disegnare su un foglio da posizionare sotto alla carta da forno e ricordarsi di toglierlo prima di infornare. Una volta composti i macarons passiamo al croutage, fa parte del processo di cottura perché influisce sul risultato. Dobbiamo far riposare i macarons fino a quando sulla superficie si crea una sottile crosta. Sapremo quando il croutage è corretto appoggiando delicatamente un dito sulla superficie che deve risultare asciutta, non appiccicosa, se dovesse risultare appiccicosa dobbiamo attendere ancora. Quando toccando il macaron lasciamo una leggera impronta allora è pronto per la cottura. La durata del croutage non ha tempi precisi, dipende dall’umidità dell’ambiente e dalla temperatura, possono passare 30 minuti e in casi estremi anche 12 ore. Io ci ho messo 4 ore e ho puntato sul tappetino un ventilatore.
Preriscaldare il forno a 150°C ma la temperatura e i tempi di cottura variano da forno a forno, comunque andiamo dai 140°C ai 160°C.  Il mio è elettrico. Forno statico tempi di cottura variabili da 15 a 20 minuti. Una volta cotti lasciarli 15 minuti nel forno spento chiuso poi altri 15 minuti nel forno spento semiaperto. Far raffreddare, staccare dal tappetino o dalla teglia e conservare in scatola di latta o in un contenitore a chiusura ermetica.
Per la farcitura:
200 gr. di burro vegetale (burrolì, margarina, burro di cacao)
150 gr. di zucchero a velo
aromi vari. In questo caso ho usato olio essenziale di rosa ad uso alimentare.
Lavorare il burro con lo zucchero fino a raggiungere una consistenza cremosa.
posizionare un po’ di ripieno sulla parte piatta del dischetto di meringa, chiudere con un altro dischetto premendo delicatamente. conservare i macarons in frigorifero